Carote: proprietà, benefici e caratteristiche nutrizionali

Pubblicato da: ValeriaM - il: 23-06-2018 16:19

La storia della carota

Le origini delle carote risiedono in Oriente dove sono state coltivate per migliaia di anni ma anche gli antichi Greci e i Romani le utilizzavano come piante officinali. Il nome carota deriva dal greco karotòn mentre quello botanico è daucus carota. Il colore giallo-arancione è dovuto ad una mutazione. La pianta della carota è di tipo perenne e appartiene alla famiglia delle Ombrellifere perché sviluppano fiori bianchi a cinque petali raccolti ad ombrella. La parte commestibile è quella della radice e la lunghezza vara da 3 a 20 cm, alcune varietà arrivano persino a 90 cm e il diametro varia da 1 a 6 cm. Dovete sapere che la carota è considerata anche una pianta infestante ed è molto diffusa nei prati dove si presenta con una radice più corta e meno sviluppata.

Proprietà nutritive della carota

La carota è un concentrato di minerali, anzi c'è chi la definisce una “miniera” grazie al contenuto abbondante in ferro, calcio, magnesio, rame e zinco. Tra tutti i vegetali è l'unica fonte più ricca di beta-carotene (trasformato in vitamina A dall'organismo) e apporta carotenoidi, pro-vitamina A, vitamina B e C. Per quanto riguarda il beta-carotene, 300 grammi di carote apportano una quantità parti a 5-10 volte il fabbisogno giornaliero raccomandato. Questo pigmento conferisce il colore arancione alla carota, per questo i caroteni si estraggono direttamente dalla radice per essere utilizzati come coloranti naturali. Nella radice della carota ci sono anche riserve zuccherine, mentre la parte erbacea contiene flavonoidi, furanocumarine e un olio a basso peso molecolare con geraniolo, limonene e sesquiterpeni tra cui il daucolo.

Benefici della carota

La radice fresca della carota si utilizza anche per il decotto che contrasta la tosse e la raucedine ma ha anche proprietà diuretiche ed espettoranti. Con i semi della carota invece il decotto ha benefici sulla digestione e ha effetti lenitivi sull'apparato digerente. Le proprietà della carota sono diverse in quanto si sfrutta anche per le proprietà carminative e per alleviare i sintomi di calcoli, cistite e problemi urinari. Per quanto riguarda i semi di carota prestate attenzione agli effetti collaterali che potrebbero essere simili a quelli dei barbiturici, si tratta di un esperimento di ricerca dimostrato in vitro ma le carote sono così buone che basta sgranocchiarle crude e con la buccia, lavandole accuratamente sotto l'acqua per rimuovere tutti i residui di terra e le sostanze nocive. Anticamente le nostre nonne usavano il passato di carote contro la dissenteria e il succo bevuto lentamente calmava i dolori addominali. Nel Medioevo questi vegetali venivano considerati addirittura miracolosi.

La carota nera

Ci sono diverse varietà di carote, tra cui una primordiale: la carota nera. Per via del suo colore viene utilizzata soprattutto a livello decorativo, perché dal punto di vista nutrizionale è simile alla carota arancione. La carota nera è una varietà domestica (esistono carote spontanee o selvatiche e domestiche o coltivate), all'inizio si è diffusa nel continente asiatico e grazie a ragioni di marketing ha riacquistato la sua importanza. Non vengono prodotte nel nostro paese perché le carote nere richiedono delle condizioni climatiche particolari.

Sono considerevoli le quantità di antocianidine di questa varietà di carote, nel 2011 il “Journal of Agricultural and Food Chemistry” ha pubblicato uno studio dove si evince che il contenuto nelle carote di questi elementi Le antocianidine delle carote nere hanno proprietà antibatteriche e antifungine, l'olio estratto dai semi della pianta rinforza i capelli e combatte il prurito. Non ci sono limiti al consumo di carote nere e nemmeno controindicazioni soprattutto in caso di diete ipocaloriche. Sono indicate per le persone ad alto rischio metabolico e quindi con problemi di colesterolo, ipertensione e diabete. L'azione combinata delle antocianidine e del beta-carotene infatti ha effetti benefici sullo stress ossidativo.

Le carote nere sono un prodotto antichissimo e lo dimostra il manoscritto “Arte de Cocina di Francisco Martinez Montino per nel 1623 ha proposto una prima ricetta di insalata di carote nere. Si abbinano con tutti gli ingredienti e si possono consumare sia cotte che crude, meglio usare condimenti di origine vegetale come l'olio extravergine di oliva. Perfetto l'abbinamento con i formaggi freschi e stagionati e come contorno per piatti a base di carne e di pesce. Per quanto riguarda le erbe aromatiche invece le carote nere come le “cugine” arancioni preferiscono il prezzemolo e ancora il peperoncino, la curcuma, lo zenzero e il cumino. Ottimo l'estratto e il centrifugato a base di carote nere anche se esistono delle bevande tradizionali come il Kanji e il Salgam.

La pastinaca (carota bianca)

La pastinaca è conosciuta anche come carota bianca e dal punto di vista botanico è legata alla carota. È composta da una lunga radice tuberosa, la buccia e la polpa sono color crema e si lascia nel terreno anche se è giunta a maturazione per far diventare più dolce la polpa per effetto delle gelate invernali. La pastinaca ha origine nel continente Eurasiatico dove è stata sempre usata come ortaggio e consumata generalmente cotta. Richiede terreni profondi e friabili e purtroppo è esposta all'infestazione di parassiti e virus. Dal punto di vista nutrizionale può essere paragonata alla patata, nonostante sia un alimento poco calorico. La maggior parte delle vitamine e dei minerali si trova vicino alla buccia ecco perché non deve essere eliminata, nemmeno in cottura.

Il consumo di pastinaca apporta diversi benefici per le sue caratteristiche anti-cancerogene, anti-infiammatorie e anti-fungine. L'alto contenuto di fibre inoltre previene la stipsi e riduce il livello di colesterolo “cattivo nel sangue”. Grazie alla presenza di potassio è indicata per la dieta dello sportivo e di chi soffre di ipertensione. La radice della pastinaca è commestibile, ma attenzione ai germogli e alle foglie perché contengono una sostanza potenzialmente tossica. In diversi giardinieri che l'hanno manipolata si sono verificati casi di rush cutaneo. In epoca romana si considerava la pastinaca un afrodisiaco, ma oggi è utilizzata in cucina come la carata, anche se ha un gusto più dolce. Ottima per stufati e zuppe, affettate finemente e fritte le pastinache diventano come le chips.

ValeriaM

Laureata in Filologia Classica, da sempre appassionata di scrittura e copywriting. Classe 1989, ama leggere, andare al cinema e a teatro, allevare cani e gatti e mangiare i biscotti di Bellagio.

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