Il menu del futuro: un piatto di insetti

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La foto e il titolo vi stanno facendo venire i brividi, in effetti mangiare insetti potrebbe essere un modo per festeggiare Halloween. Ad Expo 2015 è stata presentata questa nuova tendenza e in futuro potrete …

La foto e il titolo vi stanno facendo venire i brividi, in effetti mangiare insetti potrebbe essere un modo per festeggiare Halloween. Ad Expo 2015 è stata presentata questa nuova tendenza e in futuro potrete trovare sul menu piatti a base di insetti. Il primo padiglione che ha chiesto l’autorizzazione alle autorità sanitarie italiane è stato quello del Belgio e anche Olanda e i paesi asiatici si sono mossi in questa direzione. Dovete sapere che in Belgio ci sono dieci specie di insetti destinate al consumo alimentare; l’agenzia belga che si occupa della sicurezza della catena degli alimenti ha analizzato i singoli insetti e ha fatto una valutazione sul rischio.

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Questi sono gli insetti che possono essere degustati: grillo domestico (nome scientifico: Acheta domesticus), grillo Gryllodes sigillatus, tarma minore della cera (nome scientifico: Achroia grisella), tarma maggiore della cera (nome scientifico: Galleria mellonella), tenebrione (nome scientifico: Alphitobius diaperinus), baco da seta (nome scientifico: Bombyx mori), locusta migratoria, locusta del deserto americano (nome scientifico: Schistocerca americana), tarma della farina (nome scientifico: Tenebrio molitor), verme gigante della farina (nome scientifico: Zophobas atratus). Leggendo tarma e verme gigante della farina probabilmente avete pensato a tutte quelle volte che avete aperto la dispensa e avete trovato gli ospiti indesiderati nei vostri vasi. La reazione immediata è stata buttare tutto e disinfettare, però in Belgio le cose vanno diversamente.

Se visitate il Padiglione Belgio, potreste trovare alcuni cartelli che vi informano che gli alimenti contengono insetti e sono conformi alla normativa della sanità pubblica belga. Ovviamente il consumo è vietato al di fuori dell’area espositiva quindi non potrete passeggiare per il Decumano mangiucchiando insetti. All’inizio le cose non sono andate proprio così e ci sono stati dei sequestri, nel Padiglione Belgio sono stati presi in custodia 300 barattoli di passata di pomodoro con vermi, mentre nel Padiglione Olanda la fornitura completa di larve e cavallette essiccate. Per fortuna la situazione si è risolta in breve tempo senza troppi problemi per gli organizzatori e soprattutto per quei visitatori a cui si drizzano i capelli alla sola vista di un insetto.

Il Libro Bianco dedicato agli insetti

Ma non finisce qui cari amici di Cucinare Facile, perché gli insetti a tavola sono considerati un’alternativa alimentare sostenibile anche per il professor Mario Colombo, dell’Università di Milano. L’entomologo ha dichiarato che gli insetti sono “oro a sei zampe”. Lo scorso 6 agosto è stato presentato il Libro Bianco degli insetti commestibili che è stato realizzato nell’ambito del progetto Edible Insects avviato nel 2014. Questo progetto ha coinvolto 200 esperti tra docenti universitari, centri di ricerca e istituzioni con lo scopo di sensibilizzare i paesi verso un’alimentazione diversa. Nel dossier ci sono le linee guida per creare una normativa comunitaria che deve essere recepita dagli stati membri, e quindi anche dall’Italia, per allevare insetti destinati a finire sulle nostre tavole e nella dieta degli animali. L’importante dossier si compone di varie aree tematiche: nutrire il pianeta in modo sostenibile, allevamento di insetti commestibili, ricerca, opportunità e cautele, aspetti nutrizionali e alimentari, legislazione e valutazione del rischio, comunicazione e informazione.

Uno dei temi fondamentali è la composizione chimica degli insetti, ma vi sono delle ricerche in corso per studiare la composizione chimica, la sicurezza e il valore nutrizionale degli insetti quando vengono sottoposti a trasformazioni culinarie. Ovviamente ci sono dei paesi in cui gli insetti sono già una prelibatissima realtà culinaria, soprattutto in Asia. E se ci pensate, questo potrebbe essere un interessante opportunità dal punto di vista imprenditoriale.

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Il coordinatore del progetto, Andrea Mascaretti, ha spiegato che gli insetti hanno enormi potenzialità, perché ricchi di proteine (si parla del 60% rispetto al loro peso secco) e con basso impatto ambientale rispetto agli animali. Il fabbisogno proteico mondiale è in crescita costante e le risorse energetiche si stanno esaurendo. A noi sembra davvero impossibile mangiare insetti però attraverso ricerche approfondite abbiamo scoperto che la Fao ha identificato almeno 1.900 specie commestibili. I produttori europei, il Belgio in primis, ne prendono in considerazione una quantità ridottissima, e si tratta delle specie che si possono degustare nel padiglione di Expo 2015. Nel Future Food District al momento i cibi a base di insetti sono solo in esposizione e non si possono acquistare.

Un’altra cosa molto interessante è che al momento vengono prodotte delle farine per alimentare gli animali come polli e maiali. E se ci pensate è una cosa “naturale” visto che vivono allo stato brado. Invece di mangiare mosche e grilli freschi, li mangiano essiccati. L’unico aspetto che preoccupa è la tracciabilità e il controllo sulle produzioni, essendo un settore in espansione i soliti furbetti potrebbero scegliere vie secondarie e mettere in serio pericolo la salute animale e umana. A breve comunque si dovrebbe aggiungere il parere dell’Efsa per completare l’aspetto normativo del settore.

L’indagine Coop: cosa mangeremo in futuro?

Se arrivati a questo punto dell’articolo avete lo stomaco in subbuglio, cerchiamo di rimediare con i risultati dell’indagine Coop e Doxa. 6.400 persone che hanno visitato Expo 2015 si sono lasciate intervistare dagli esperti per creare una sorta di “mappa delle tendenze alimentari”. Il campione di persone intervistate aveva un’età compresa tra 18 e 54 anni e le nazioni scelte sono state 8: Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Brasile. In Italia al primo posto ci sono i carboidrati (non a caso siamo il paese della pasta e della pizza), in Brasile invece si consuma molta carne, in Germania la frutta, in Russia mangiano troppi dolci e in India i carboidrati battono la carne per motivi religiosi.

Quello che sorprende è che molti tabù alimentari sono stati sdoganati perché per il 44% degli intervistati gli insetti costituiscono una valida alternativa alimentare, e gran parte degli italiani inizia a preferire cibi aromatizzati, ibridi e alghe. Per gli statunitensi invece è possibile consumare anche cibi prodotti in laboratorio, noi invece rimaniamo saldamente legati alla tradizione (e alle tagliatelle di Nonna Pina!). Anche Germania e Inghilterra sono pronti a nuove sfide gastronomiche senza trascurare il “fattore freschezza” e la “velocità” di preparazione dei piatti. Infine c’è un dato molto strano, e cioè che pochi si preoccupano della carenza delle risorse alimentari, anche se c’è la paura diffusa che il cibo possa essere manipolato, contaminato e che i costi salgano vertiginosamente.

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