Bevande dolci: le tendenze nel mondo e il rischio diabete

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Quest’estate ha fatto così caldo che ci siamo rinfrescati in tutti i modi e abbiamo abusato soprattutto di bevande dolci. Stiamo già ricorrendo ai ripari perché un consumo esagerato di bevande dolci comporta dei rischi …

Quest’estate ha fatto così caldo che ci siamo rinfrescati in tutti i modi e abbiamo abusato soprattutto di bevande dolci. Stiamo già ricorrendo ai ripari perché un consumo esagerato di bevande dolci comporta dei rischi per la nostra salute, però questa mattina ci stavamo chiedendo quali sono le tendenze nel resto del mondo. Nella ricerca ci siamo imbattuti in una serie di dati e statistiche importanti per individuare i consumi nelle varie aree geografiche e capire quali sono le politiche sanitarie adottate per prevenire alcune malattie e soprattutto se esistono.

Bevande-dolci-e-problemi-cardiaci

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PloS One e condotto dalla Tufts University, epidemiologi e nutrizionisti hanno analizzato il consumo di bevande dolci, succhi di frutta e latte per 10 anni. I paesi oggetto di studio sono stati 187 e quello che salta subito all’occhio è che i fattori che influenzano in consumo sono le aree di residenza perché, per esempio, nell’Asia dell’est i valori sono molto bassi, mentre in Occidente le cose cambiano e i valori più alti si sono registrati in Messico e ai Caraibi. Anche l’età è un fattore rilevante, mentre non vi sono differenze tra i sessi.

Bevande dolci: la raccolta e l’analisi dei dati relativi al consumo

Per mettere insieme tutti questi dati si è consultato l’archivio di una rete internazionale di esperti “Global Burden of Diseases Nutrition and Chronic Diseases Expert Group” che ha condotto una serie di indagini su tendenze globali relative a salute e stile di vita sino al 1990. Successivamente sono state determinate ben 7 fasce di età e introdotti alcuni valori correttivi per rendere i risultati omogenei. Gli esperti hanno suddiviso le bevande in 3 categorie:

  1. Bevande dolci SSB (Sugar-Sweetnened Beverage) in cui ci sono tutti i drink alla frutta (gasati e non gasati), gli energy e sport drink, il tè (freddo) e le bibite preparate in casa;
  2. Succhi di frutta, ovvero bevande con il 100% di frutta (o verdura) e senza zuccheri aggiunti;
  3. Latte parzialmente scremato o intero, e le bibite che derivano dal latte.

Tendenze sul consumo di bevande dolci nel 2010

Come può intuire anche un bambino i consumi maggiori di SSB sono stati registrati in America, e in particolare nelle zone di cui vi abbiamo parlato prima. I succhi di frutta invece sono apprezzati soprattutto in Australia e in Asia, mentre nel Nord Europa i cittadini preferiscono il latte. Per quanto riguarda le fasce di età invece è stato scoperto che gli SSB sono amati dai giovani, mentre il latte dagli anziani.

SSB

Proviamo a scendere ancora di più nel dettaglio dei dati della ricerca e scopriamo che i fan delle SSB sono gli uomini tra i 20 e 39 anni che ogni giorno ne bevono 230 cl. Il primato spetta sempre ai Caraibi e alle zone del Sud America. Gli over 60 non amano molto queste bevande dolci e si limitano a 0,34 bicchieri al giorno (all’incirca un sorso), gli abitanti dell’Est asiatico ancora meno con 0,02 bicchieri al giorno (nemmeno l’aroma!).

Succhi di frutta

Le donne tra i 20 e 39 anni amano i succhi di frutta. E forse questo dato è l’unico che non ci ha sorpresi più di tanto perché ne bevono 0,23 bicchieri al giorno. La tendenza procede con il reddito medio e con l’istruzione in maniera direttamente proporzionale: più aumentano, più sale il consumo.

Latte

Anche il latte è molto più apprezzato dalle donne. Per quanto riguarda la fascia di età, il consumo maggiore è nelle over 60 e questo dato può essere ricollegato alle numerose campagne in cui viene posta attenzione sul latte per curare alcuni disturbi tra cui l’osteoporosi. Le over 60 arrivano a consumare anche 0,68 bicchieri di latte al giorno, mentre nella fascia di età 20-39 anni il consumo è di 0,51 bicchieri. Anche per il latte il consumo va di pari passo con il reddito e l’istruzione. I consumatori maggiori sono l’Islanda e la Svezia che hanno un consumo di 1,6 bicchieri di acqua al giorno. Segue la Finlandia con 1,3 bicchieri. Su 187 paesi, gli americani si piazzano al 64° posto con 0,69 bicchieri al giorno.

La ricerca prosegue ancora perché si stanno analizzando i consumi di bevande dolci nei bambini e nei ragazzi. Appena avremo anche questi dati ve ne parleremo. Ora però dobbiamo focalizzare l’attenzione su un problema molto importante causato dal consumo eccessivo di bevande dolci.

Bevande dolci: quali rischi per la salute?

Consumare ogni giorno una bevanda dolce aumenta il rischio diabete. Forse sarebbe meglio tornare a bere un buon bicchiere di vino se l’acqua non soddisfa le vostre papille gustative. Sulle pagine del British Medical Journal è in corso un’accesa discussione sulla tassa del 20% per le bevande dolci proposta dalla British Medical Association. Gli esperti vogliono in un certo senso obbligare i produttori di bevande dolci a rivedere le quantità di zucchero e spingere i consumatori a rinunciare all’acquisto imponendo un prezzo di vendita più alto. In particolare gli esperti hanno accertato che il consumo regolare di soda aumenta il rischio di diabete di tipo 2.

Negli ultimi anni sono stati incrociati i dati di 17 studi che hanno coinvolto 38mila soggetti (obesi e normopeso). A quanto pare consumare bevande dolci aumenta questo rischio del 13%. Per quanto riguarda i succhi di frutta i valori scendono al 7%. I dati sono piuttosto convincenti se si parla di soda, mentre per i succhi di frutta ci sarebbe da fare un discorso a parte e spingere i consumatori ad un consumo sporadico. Per modificare le abitudini la soda tax è utile alla nobile causa. Sino ad oggi è stata adottata solo in California, nella città di Berkeley. Altri 53 stati dell’OMS invece hanno adottato forme di tassazioni con effetti minori. Se vi state chiedendo come vanno le cose in Italia dovete sapere che siamo i primi in Europa per consumo di acqua in bottiglia, quindi non ci sarà nessuna “soda tax” (bastano già quelle che inventano sulla casa che cambiano nome ogni anno… ma questa è un’altra storia!).

Tra i sostenitori della tassa sulle bevande dolci c’è la consigliera del Ministro della salute finlandese, anche se crede che sia piuttosto difficile da mettere in atto. Per la donna è necessario applicare politiche fiscali di questo tipo anche ai sali e ai grassi. Jack Winkler, professore emerito di nutrizione della London Metropolitan University, ha detto che queste politiche non hanno effetto e per sostenere la sua tesi ha mostrato i dati di due studi concludendo che si dovrebbe abbassare il prezzo delle bevande non dolci per spingere i consumatori all’acquisto. La discussione è così ampia e variegata che a noi è venuta sete… cosa berremo? Acqua!

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