I trend nel settore foodtech: cosa finirà sulle nostre tavole nel 2050

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Al giorno d’oggi, ci sono numerose preoccupazioni che non ci fanno dormire sonni tranquilli. Si va dalla questione relativa al clima, fino ad arrivare all’emergenza sanitaria legata alla pandemia, passando ovviamente per l’incremento della popolazione …

Al giorno d’oggi, ci sono numerose preoccupazioni che non ci fanno dormire sonni tranquilli. Si va dalla questione relativa al clima, fino ad arrivare all’emergenza sanitaria legata alla pandemia, passando ovviamente per l’incremento della popolazione globale e anche tanti altri problemi, come il notevole aumento in relazione ai livelli di obesità.

Insomma, tutta una serie di aspetti che, come evidenziato sul blog L’insider, porteranno inevitabilmente, senza se e senza ma, a un cambiamento radicale a livello di alimentazione. Insomma, il settore foodtech dovrà necessariamente essere in grado di trovare delle soluzioni innovative, per poter soddisfare le esigenze dal punto di vista nutritivo di una popolazione che tenderà ad aumentare anche in maniera importante, con un incremento del 25% circa, entro il 2050. Di conseguenza, proviamo ad apprezzare alcune delle possibili soluzioni che prenderanno piede nel corso dei prossimi anni.

La sostituzione di uova e latticini

I latticini, con il passare del tempo, come evidenziato nella ricerca pubblicata sul blog del casinò online di Betway, verranno ridotti per poi essere eliminati in tutto e per tutto. Al loro posto, ci saranno delle alternative vegetali, che verranno realizzate a partire dall’avena, senza dimenticare noci, canapa e soia. Si sta verificando una vera e propria sfida nella produzione di alternative vegetali in modo particolare in riferimento alle uova, con azienda come Eat Just ed Evo Foods che si stanno prodigando per proporre prodotti sempre migliori.

Non ci saranno più allevamenti di bestiame

Il cambiamento che sarà dietro l’angolo a breve, ma anche quello dall’impatto molto probabilmente più drastico sarà la fine degli allevamenti di bestiame. In base a quanto è stato previsto da parte degli esperti, il sistema che è utilizzato al giorno d’oggi, che prevede che vengano coltivati ettari su ettari di terra per garantire adeguato nutrimento agli animali che poi finiscono sulle nostre tavole, è completamente inefficiente ed inefficace e non si tratta solo ed esclusivamente di una questione a livello di etica.

Entro il 2050, infatti, gran parte delle proteine che si consumeranno deriverà da delle fonti vegetali, piuttosto che da carni che verranno realizzate all’interno dei laboratori. Non è un caso, quindi, che aziende all’avanguardia da questo punto di vista, come Impossible Foods piuttosto che Beyond Meat, stiano già provando a lanciare in tutto il mondo dei prodotti a base vegetale che, per il momento, si possono considerare un’ottima alternativa rispetto alla carne. Se al giorno d’oggi la qualità di buona parte di questi prodotti non rasenta ancora l’eccellenza, è praticamente sicuro che la concorrenza che si svilupperà in questo settore porterà in dote un’evoluzione impressionante nel corso dei prossimi anni.

La carne? Verrà coltivata in laboratorio

Scordatevi gli allevamenti di bestiame, come detto, e la carne che ne deriva, dal momento che si tratta di un trend che avrà davvero vita breve. Ad esempio, in quel di Singapore, la carne che viene realizzata direttamente in laboratorio, creata all’interno di specifici bireattori, permette di evitare che vengano macellati degli animali e, tra l’altro, è già stata autorizzata per la vendita sul libero mercato.

Nel corso dei prossimi anni, quindi, è facile immaginare come si assisterà a un trend sempre di più in aumento. In tal senso, dobbiamo sottolineare come startup come Mosa Meat, Memphis Meat, Higher Steaks, Shiok Meats e Aleph Farms finiranno per dominare questa fetta di mercato nel corso dei prossimi anni, considerando che, con il passare del tempo, diventerà sempre più redditizia. La rivoluzione continuerà anche con i microrganismi, che acquisteranno un ruolo sempre più di primo piano, con la coltivazione di microalghe, batteri, alghe, lieviti e funghi, che diventerà una parte centrale della cucina di tanti ristoranti.

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