Scopriamo tutto sul pane nero al carbone vegetale: fa male ed è cancerogeno o è un alimento salutare?

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Ormai è sempre più frequente entrare in un panificio e trovare il pane nero oppure vedere sul menù delle pizzerie qualche pizza al carbone vegetale. La nostra esperienza è decisamente diversa, pur essendo a conoscenza di …

Ormai è sempre più frequente entrare in un panificio e trovare il pane nero oppure vedere sul menù delle pizzerie qualche pizza al carbone vegetale. La nostra esperienza è decisamente diversa, pur essendo a conoscenza di questa nuova moda alimentare eravamo un po’ titubanti, sino a quando ci hanno servito (a nostra insaputa) un panino nero spacciato come naturale da dove sbucava la mozzarella bianchissima, il pomodoro più rosso che mai e una foglia di insalata riccia scenografica. Il primo morso è stato quello più difficile ma una cosa è certa: il sapore non cambia!

Pane carbone vegetale- foto blog.edoapp.it

Sarà perché siamo stati abituati ad associare il colore nero ai cibi bruciacchiati e immangiabili, ma del pane nero non ci fidiamo. Effettivamente, come riportato su greenMe, si nascondono alcune insidie nel pane nero e gli esperti hanno subito avvertito i consumatori circa i probabili rischi legati ad un consumo eccessivo di pane nero.

Innanzitutto bisogna specificare che l’ingrediente base che fa assumere al pane la colorazione scura è il carbone vegetale, un integratore alimentare apprezzato per le sue proprietà digestive che consente di dimagrire la pancia contrastando il meteorismo (utile anche in caso di stipsi).

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Carbone vegetale e pane nero: il parere degli esperti

Pane nero opinioni- foto dilei.it

Il doc Alessandro Targhetta, chirurgo, omeopata e soprattutto esperto in intolleranze alimentari sostiene che il pane nero ha così tanti consensi perché quello tradizionale è poco digeribile. Molte persone infatti dopo aver addentato un fragrante pezzo di pane, avvertono quella sensazione di gonfiore nonché di flatulenza.

questo significa che aggiungendo il carbone vegetale questi sintomi diminuiscono, e anche la biologa nutrizionista Irene Tornisello la pensa come lui in quanto è convinta che quella del pane nero sia una “moda” nata per far fronte alle esigenze dei consumatori, e l’industria alimentare, sempre pronta a intercettarne i bisogni, ha deciso di innovare in questo senso.

Tuttavia, il pane nero, è un alimento apprezzato da chi vuole innovare e sperimentare in cucina, proprio come sostiene un’altra esperta, Roberta Martinoli, biologa nutrizionista e medico chirurgo, che non ha fatto a meno di notare come gli chef abbiano accolto questa novità sviluppando nuove ricette. Ricordiamo infatti che il carbone vegetale è un colorante a tutti gli effetti che consente di ottenere piatti scenografici senza alterare il sapore.

Arrivati a questo punto però la domanda è d’obbligo: il pane nero fa davvero bene? La dottoressa Martinoli ha provato a rispondere dicendo che i benefici di questo alimento derivano dalla composizione del carbone vegetale, notoriamente poroso e con un’alta capacità assorbente.

I minuscoli pori sono capaci di catturare liquidi, gas, batteri, virus e tossine che si annidano nell’intestino. Dovete sapere che il carbone vegetale viene spesso impiegato in casi di avvelenamento acuto, in quanto si è dimostrato efficace per assorbire le sostanze pericolose ingerite.

Dire che il pane nero è un alimento miracoloso però è sbagliato, così come ricorda la Torniello che avverte sulle quantità utilizzate nelle preparazioni, così esigue che non hanno gli effetti di cui tanto si parla su riviste e siti internet. Quindi per ridurre il gonfiore addominale non vi resta che ricorrere alle classiche compresse di carbone attivo rivestite.

Il carbone vegetale, date le sue note caratteristiche assorbenti, potrebbe ridurre l’efficacia di molti farmaci anti-diabetici, degli ormoni tiroidei e l’assunzione di alcune vitamine fondamentali, portando a delle carenze gravi.

Carbone vegetale: i rischi secondo gli americani e la normativa europea

Carbone attivo fa male?- foto sanieattivi.it

Per la preparazione dei prodotti da forno si utilizzano circa 15 grammi di carbone vegetale per 1 chilo di farina. Mangiando una pizza potreste assumere una quantità pari a 2-4 compresse, e se pensate che la posologia raccomandata è di 1-2 grammi al giorno siete coperti. Però, proprio perché il carbone vegetale si lega con tutte le sostanze che incontra, non solo la sua efficacia è nulla se non viene assunto lontano dai pasti, ma come abbiamo specificato prima ci possono essere altre conseguenze.

Nella composizione del carbone vegetale inoltre c’è il benzopirene, una sostanza cancerogena che deriva dalla combustione del legno. In America questo prodotto, contrassegnato con il codice E153 è vietato per il consumo alimentare, quindi non troverete mai un hot dog con pane nero.

In Europa il regolamento UE N. 1129/2011 sugli additivi alimentari ne proibisce l’utilizzo per la produzione del pane in quanto è un additivo colorante invece è concesso per gli altri prodotti da forno come pizza, crackers e fette biscottate. I panificatori hanno adottato degli stratagemmi e quindi espongono il pane nero con il cartello “Prodotto da forno al carbone vegetale” piuttosto che “Pane al carbone nero”. Voi non lasciatevi ingannare.

Pane nero al carbone vegetale: ricetta

Ricetta pane nero- foto womoms.com

Se volete provare a fare il pane nero al carbone vegetale a casa, vi forniamo la ricetta utilizzata dal nostro panettiere di fiducia. Quando vengono diffusi i risultati degli studi parte la caccia alle streghe, noi siamo orientati verso il consumo consapevole e siamo convinti che una pagnotta nera non compromette il vostro stato di salute per sempre. Potete prepararlo per fare uno scherzo ai vostri figli il giorno di Natale o dell’Epifania, o stupire gli invitati la notte di San Silvestro.

Trovare il carbone vegetale per l’utilizzo alimentare non è semplice, anche se è la moda alimentare del momento. Non tutti i negozi che vendono prodotti naturali ce l’hanno sempre a disposizione per via del costo troppo elevato. Se non riuscite a trovarlo potete sempre ricorrere ai negozi online, 250 grammi di carbone vegetale hanno un costo compreso tra 15 e 20 euro. Facendo due calcoli rapidi potrete preparare almeno 80 pagnotte o pizze al carbone vegetale con quella quantità.

Ingredienti

  • 500 grammi di farina tipo 00
  • 8 g di sale
  • 80 g di lievito naturale rinfrescato
  • 6 g di carbone
  • 50 ml di olio evo
  • Acqua tiepida q.b.

Preparazione

Mettete la farina, il carbone vegetale e il sale su una spianatoia e amalgamateli insieme con le mani sino a creare la classica fontana. Al centro aggiungete l’olio, il lievito di birra e l’acqua tiepida. Impastate energicamente e continuate ad aggiungere acqua sino a quando non ottenete un impasto liscio e omogeneo. Coprite con un panno e lasciate lievitare per 2 ore. Quando l’impasto sarà raddoppiato, dategli la forma che desiderate e cuocete in forno già caldo a una temperatura di 220°C per 20 minuti.

Miglior carbone vegetale alimentare

Non è facile trovare il carbone vegetale per uso alimentare, ma fortunatamente si può fare affidamento su Amazon.

Scopriamo insieme qualche prodotto per creare qualche prelibatezza dal colore scuro:

Carbone Vegetale in Polvere Special Ingredients 100 gr qualità premium (etichette ed istruzioni in italiano)
  • Ideale per drink detox e succhi
  • Si può usare per fare un gelato al carbone
  • Ideale per preparare cracker da accompagnare al formaggio
  • Da aggiungere per ottenere fantastici effetti di colore
Equilibra Carbone Vegetale, integratore alimentare, 2 confezioni con 50 pezzi ciascuno
  • Benessere Intestinale - Senza Glutine
  • Ventre Piatto
  • Aiuta in caso di problemi dovuti ad una non corretta digestione
  • Capacità di assorbimento e riduzione di liquidi e gas intestinali
Carbone vegetale (farina di carbone) 100g
  • Perché con poco ottiene una colorazione intensa
  • Per colorare i vostri piatti
  • Perché vi permette di fare prodotti diversi
  • Tibiona produce gran parte delle farine presso il Molino Bongiovanni, attivo dal 1880 a Pogliola in provincia di Cuneo
  • Molino Bongiovanni produce le proprie farine esclusivamente con il mulino a pietra vulcanica e tutta l’energia utilizzata è autoprodotta da fonti rinnovabili

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