Polifosfati: dove si trovano e perché sono dannosi

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I polifosfati rendono i formaggi molto più cremosi e aiutano a rendere il pesce e la carne conservata compatti, ma qual è il prezzo da pagare in termini di salute per avere cibi “perfetti”? In …

I polifosfati rendono i formaggi molto più cremosi e aiutano a rendere il pesce e la carne conservata compatti, ma qual è il prezzo da pagare in termini di salute per avere cibi “perfetti”? In questo articolo vi daremo tutte le informazioni su questi composti sintetici aggiunti agli alimenti.

Polifosfati- foto pixabay.com

Ripetiamo spesso che “siamo quello che mangiamo” nelle nostre guide alimentari e oggi ne siamo sempre più convinti. Prima di approfondire l’argomento è importante fare una prima distinzione tra polifosfati e fosfati. Questi ultimi sono presenti negli alimenti in maniera naturale e il nostro intestino ne assorbe una quantità pari al 40-60%. La percentuale purtroppo aumenta nel caso dei polifosfati e raggiunge l’80% con conseguenze più o meno gravi per il nostro organismo.

Dove si trovano i polifosfati

I polifosfati sono nascosti nei cibi che consumiamo tutti i giorni, l’industria alimentare ne fa un uso talvolta spropositato per questioni di tipo economico e perché consentono di mantenere intatto lo stato chimico-fisico dei prodotti.

Spesso quando andiamo al supermercato accanto a noi c’è il cliente “salutista” che chiede al salumiere di affettargli 100 grammi di prosciutto senza polifosfati e lo guardiamo con aria di sufficienza, oppure può capitare di fermarsi al banco frigo e di imbattersi nei cartelli ci sono delle indicazioni sui cibi privi di additivi, messi in disparte, quasi come se fossero “colpevoli”. Forse è vero, sono “colpevoli” di “troppa” salute”!

Considerazioni divertenti a parte, però, diventare consumatori consapevoli e sapere i polifosfati in quali alimenti si trovano per non rischiare di diventare patologici.

I polifosfati si trovano nelle sottilette e nei formaggini e li rendono facilmente spalmabili, ma dovete sapere che anche le gomme da masticare, le bevande gassate, le merendine e i prodotti dolciari confezionati, le salse e le zuppe pronte, nei contengono in abbondanza.

Se vi state chiedendo perché l’industria alimentare ne fa un largo utilizzo visto che non sono salutari, la risposta è tutta nella loro azione. I polifosfati infatti trattengono l’acqua e consentono agli alimenti di mantenere il giusto grado di idratazione, ecco perché sembrano più appetibili e “freschi”.

Purtroppo manca una legislazione chiara ed efficace e l’EFSA non si è ancora espressa sulla sicurezza di questi additivi alimentari. Forse nei prossimi anni si scatenerà una vera e propria caccia ai polifosfati così come è successo di recente con l’olio di palma e la carne rossa.

Cosa dice l’EFSA

Nel 2012 su una pubblicazione scientifica sono stati riportati i risultati di una ricerca tedesca sui polifosfati.

Secondo gli esperti vi era un’associazione tra il consumo eccessivo di alimenti contenenti polifosfati e il rischio di sviluppare malattie a carico dell’apparato cardiovascolare.

L’autorità europea per la sicurezza alimentare ha analizzato lo studio e ha rilevato che vi sono molti limiti. I polifosfati sono nocivi? Non è ancora possibile trarre delle conclusioni definitive sul reale tasso di nocività degli additivi.

L’EFSA è stata chiamata a dare un parere entro il prossimo 31 dicembre 2018 così come stabilito nel regolamento EU num. 257/2010. Questo documento ha segnato la prima svolta per la valutazione degli additivi che erano stati autorizzati prima del 20 gennaio del 2009.

Polifosfati: rischi principali

I polifosfati possono diminuire la disponibilità di alcuni minerali tra cui il calcio e il ferro. I rischi principali riguardano la calcificazione dell’apparato scheletrico nei bambini, mentre gli adulti sono soggetti ad osteoporosi e anemia.

La dott.ssa Maria Irene Ambrosini, che ha curato l’approfondimento sulla rivista Più Sani Più Belli (fonte del nostro articolo), ha spiegato che la categoria più a rischio, dopo i bambini, sono proprio gli anziani. Anche le donne in gravidanza e in allattamento devono fare attenzione a seguire una dieta priva di polifosfati.

Tuttavia c’è un paradosso che deve far riflettere, i prodotti per bambini sono tra i più ricchi di questi additivi alimentari, nonostante gli slogan pubblicitari rassicurano le mamme circa la presenza del calcio, fondamentale per la crescita.

Purtroppo, come è facile intuire, mangiando questi cibi si assume meno calcio di quanto ne occorre per lo sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico.

Attenti all’etichetta

Per diventare dei consumatori consapevoli dobbiamo imparare a leggere bene l’etichetta dei prodotti. Prima però dobbiamo sfatare un mito, i cibi senza polifosfati non hanno problemi di conservazione. Vi sono anche delle alternative naturali come l’acido lattico, il suo gusto è meno forte ed è approvato dalla FDA (Food and Drug Administration). Nei bambini può causare qualche problema perché l’apparato digerente non è ancora “maturo” ma sugli adulti non sono stati riscontrati effetti collaterali.

Ed ora vi spieghiamo come leggere l’etichetta per riconoscere i polifosfati. Le sigle con le quali vengono identificati sono le seguenti: E 450, E 451, E 452.

La sigla E 450 indica i “difosfati e pirofosfati”, mentre E 451 si riferisce al “trifosfato pentasodico” o “pentapotassico”. Questi composti sono ottenuti chimicamente sfruttando dei fosfati di sodio, calcio e potassio. Si tratta di additivi che correggono l’acidità dei cibi, li stabilizzano, oppure li emulsionano.

I cibi ricchi di polifosfati E 450 ed E 451 sono insaccati, formaggi fusi, carne in scatola, carni già pronte e impanate, prodotti dolciari, latte in polvere, latte concentrato, preparati per dolci e budini, farina di patate.

Alla sigla E 452 sono associati i “polifosfati di sodio e di potassio” che si trovano negli insaccati cotti come il prosciutto e la spalla. Inoltre sono contenuti nella carne in scatola, nei preparati per dolci e budini, e ancora nel latte (sia concentrato che in polvere), nella farina di patate e in tutti gli impanati.

I cibi con E 452 sono morbidi e succosi ma, come specificato prima, quando li assumiamo sottraggono calcio, dunque donne incinta e in allattamento e i bambini devono evitarli. Questo non significa che ci si deve privare di questi alimenti, una fetta di prosciutto cotto senza polifosfati è più opaca e si sbriciola, ma è molto più sana.

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