Salute: le nuove patologie alimentari che danneggiano il nostro organismo

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Introduzione La scrittrice Virginia Wolf diceva: “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”. Che cosa significa “mangiare bene”? Oggi c’è la tendenza a scegliere cibo di qualità ma …

Introduzione

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La scrittrice Virginia Wolf diceva: “Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”. Che cosa significa “mangiare bene”? Oggi c’è la tendenza a scegliere cibo di qualità ma questo può causare dei danni al nostro organismo. Avete sentito parlare di ortoressia? Si tratta di un nuovo disturbo alimentare, una patologia vera e propria che mette in allarme i medici.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute sono almeno 3 milioni gli italiani che hanno disturbi dell’alimentazione. Oltre all’ortoressia ci sono la vigoressia e la bigoressia, associati al desiderio di un fisico perfetto, e ancora la drunkoressia diffusa tra i teenager e infine la pregoressia, patologia che affligge le donne in gravidanza. In questo nuovo articolo di Cucinare Facile impareremo a conoscerli meglio perché le patologie alimentari si possono curare anche grazie al nostro aiuto, ed è molto importante imparare a riconoscere i sintomi per intervenire in maniera tempestiva.

Ortoressia

Come abbiamo già spiegato, l’ortoressia è la ricerca del cibo sano a tutti i costi. Circa 500mila italiani soffrono di questo disturbo che si ripercuote anche sulla famiglia. Ogni mese vi indichiamo quali sono gli alimenti da mettere nel carrello della spesa indicandovi anche perché fanno bene alla salute. Quando vi trovate al banco della frutta però non ci mettete troppo tempo a scegliere cosa prendere, un ortoressico invece passa anche delle ore a cercare i prodotti giusti. Oltre ai nutrizionisti anche gli psicologi hanno lanciato l’allarme perché chi soffre di ortoressia segue delle regole. Se le trasgredisce partono i sensi di colpa e uno stato di angoscia da cui è davvero difficile uscire fuori.

Sul web molto spesso si accusa i vegani di essere degli estremisti della forchetta, ma dovete sapere che gli ortoressici sono capaci di rifiutare cene con gli amici se il ristorante non offre cibo di qualità e con il tempo si perde anche il contatto con gli altri. L’ortoressia tende ad isolare gli individui che allontanano tutti quelli che non hanno le stesse convinzioni in materia di cibo. Un tempo ci dovevamo preoccupare solo di chi mangiava cibo spazzatura, ora la situazione si è ribaltata. La domanda che ci facciamo è: esiste una via di mezzo? La risposta come sempre è una sola: dieta mediterranea e cibo a km 0 o di origine locale. Per trattare questo disturbo alimentare ci si deve rivolgere a centri specializzati, per fortuna nei casi meno gravi la psicoterapia si è rivelata efficace e i soggetti affetti da ortoressia sono tornati ad avere un rapporto normale con il cibo.

ortoressia

L’ortoressia non deve essere confusa con l’Arfid acronimo di “Avoidant restrictive food intake disorder”. La malattia è poco conosciuta, è stata scoperta solo nel 2013, chi ne è affetto mangia solo una gamma di cibi e la cosa più preoccupante è che si può manifestare anche nei bambini. Chi ha questo disturbo si rifiuta di mangiare cibi nuovi e quando ci provano reagiscono con disgusto, sino a vere e proprie crisi di vomito. Spesso vengono confusi con i “capricci” per questo è necessario intervenire con stratagemmi per non andare incontro a gravi carenze nutrizionali. Negli adulti invece, ci sono conseguenze di tipo sociale.

Vigoressia

La vigoressia invece è un’ossessione tipicamente maschile. Forse non avete ancora sentito parlare, ma in Italia ci sono circa 60mila casi. Su Il Fatto Quotidiano sono stati riportati i risultati di uno studio condotto da Pierluigi De Pascalis, docente presso l’Università di Foggia, che ha evidenziato come un’abitudine sana quale lo sport, si trasforma in “fissazione”. I soggetti vigoressici oltre a sottoporsi a sessioni di allenamento estenuanti seguono delle diete sbilanciate. Nella maggior parte dei casi si assume una quantità maggiore di proteine animali per aumentare la massa muscolare e poi si abbinano anabolizzanti e steroidi. La vigoressia non è meno grave degli altri disturbi alimentari ma è ancora troppo sottovalutata, i fattori scatenanti sono la scarsa autostima e il desiderio di essere accettati, quindi si investe in maniera eccessiva sul proprio corpo. Anche la bigoressia è collegata alla percezione del proprio corpo, ma in questo caso si abusa di sostanze anabolizzanti per evitare di sembrare troppo piccoli. Il fenomeno è stato riscontrato nella popolazione maschile di età compresa tra 15 e 23 anni.

Drunkoressia

Esiste anche un altro disturbo, conosciuto come drunkoressia ed è diffuso soprattutto tra gli adolescenti che si sottopongono a lunghi digiuni e poi assumono sostanze alcoliche che non nutrono il corpo, ma lo debilitano. Eppure la sensazione di sballo che si accompagna è tale che sempre più giovani si avvicinano a queste esperienze, tanto da sviluppare una vera e propria patologia. La moda è stata importata dall’America, in particolare dai college e oggi è molto in voga tra i teenager. Si parla di circa 300mila casi di drunkoressia accertati e i dati sono destinati a crescere durante la stagione estiva. La patologia è associata all’anoressia e alla bulimia nervosa perché molti soggetti oltre a consumare alcol, tendono ad indurre il vomito e ad associare lassativi e diuretici per perdere peso. Sostituire il cibo con l’alcol espone l’organismo a gravi carene, senza dimenticare che si sottopone il fegato ad uno stress maggiore con conseguente rischio di sviluppare la cirrosi epatica.

Pregoressia

La pregoressia è il disturbo alimentare delle donne incinta, il termine infatti deriva dall’inglese pregnancy (gravidanza) abbinato ad anorexia (anoressia). Aspettare un bambino è sicuramente un’emozione unica ma molte donne vivono male la trasformazione del corpo e l’aumento di peso. Le copertine delle riviste ci mostrano spesso donne fiere di esibire il pancione e che annunciano di non essere ingrassate. Le future mamme oltre ad aumentare le sessioni di fitness seguono diete ipocaloriche. Purtroppo il feto può sviluppare delle malformazioni se la madre non si nutre in maniera adeguata. È da sfatare il mito secondo cui una donna incinta debba mangiare per due, sicuramente aumenta il senso di appetito, ma questo non significa abbondare con le quantità.

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