Alla scoperta dei formaggi trentini

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Ci sono regioni capaci di far venire l’acquolina in bocca soltanto al nominarle. Merito di una tradizione agroalimentare in grado di offrire prodotti prelibati e versatili in cucina. Il Trentino rientra in questa categoria, complice …

Ci sono regioni capaci di far venire l’acquolina in bocca soltanto al nominarle. Merito di una tradizione agroalimentare in grado di offrire prodotti prelibati e versatili in cucina.

Il Trentino rientra in questa categoria, complice un’ampia varietà di preparazioni legate al territorio. Famoso per la coltivazione delle mele, la cui produzione è una delle più importanti in ambito internazionale, la sua produzione casearia si rivela altrettanto eccellente.

In questo articolo vi portiamo alla scoperta dei Formaggi del Trentino, che riescono esprimere con il loro sapore tutto il gusto di un luogo bello da vivere 365 giorni l’anno. Anche a tavola, non solo quando ci si reca in vacanza.

L’arte casearia del Trentino

Ha senso parlare di arte casearia a proposito dei formaggi trentini? Assolutamente sì, complice una tradizione piuttosto antica che viene sviluppata in maniera codificata intorno alla fine dell’Ottocento.

Le radici sono ancora più antiche e affondano nella diffusione di alpeggi, malghe e di una produzione prima di tutto casalinga, a dimensione prettamente familiare. Quasi ogni famiglia, infatti, avendo una o due mucche, realizzava da sé i derivati del latte, burro e formaggio, dedicandoli al consumo interno.

I caseifici in Trentino all’inizio venivano gestiti secondo una modalità turnaria, il cui funzionamento vedeva le famiglie portare il proprio latte per poi lavorarlo e distribuire i prodotti ottenuti a turno.

Le cose cambiano verso la metà del Novecento, quando i caseifici trentini iniziano a modificare il sistema organizzativo passando a quello delle cooperative: un modus operandi diffuso ancora oggi.

Un processo che ha portato alla creazione di moltissime latterie, che gradualmente si sono ridotte fino ai 16 caseifici cooperativi che si contano oggi, con circa 650 allevatori associati che producono 120.000-125.000 tonnellate di latte annue.

A rendere unici i formaggi trentini sono territorio, tradizione e arte casearia: tratti tra loro costantemente intrecciati. Il Trentino è una terra che presenta un clima che va dal mediterraneo (lungo le rive del Lago di Garda) al continentale (Dolomiti e Valle dell’Adige).

Il risultato è una produzione casearia speciale, capace di conquistare il palato al primo assaggio.

3 Formaggi del Trentino versatili in cucina

Sono diversi i formaggi interessanti che offre il Trentino. Una selezione che include al suo interno prodotti a pasta morbida oppure stagionati, con un sapore pungente oppure delicato.

Non c’è quindi che l’imbarazzo della scelta. Vi proponiamo di seguito tre prodotti caseari davvero stupefacenti.

Trentingrana: il formaggio dall’animo ribelle

Il Trentingrana ha una storia casearia piuttosto recente. Vuole la leggenda che nasca nel 1926, in seguito all’incontro tra una ragazza di Mantova e un casaro di Rumo, paese della Val di Non.

Nei fatti, le vicende che ne portano alla produzione si intrecciano con quelle di una delle Dop più importanti ed estese d’Europa, la Dop del Grana Padano, di cui Trentingrana fa parte con un regolamento di produzione che potremmo definire ribelle, in quanto più specifico e con ulteriori restrizioni legate al rispetto del territorio e della tradizione locale.

Il plus di questo formaggio è da ricercare nel latte di prima qualità, prodotto in un ambiente anch’esso di prima qualità: questo il contesto in cui le mucche sono allevate con particolare cura e attenzione, a partire da quella dedicata al mangime.

Un foraggio di montagna ben percepibile in un formaggio gustoso, aromatico, genuino. A realizzarlo sono 16 caseifici riuniti in una cooperativa di secondo grado detta Consorzio Caseifici Sociali Trentini. Le stagionature variano dai 18 ai 36 mesi.

Il Trentingrana si sposa con piatti diversi tra loro: dai primi passando per i secondi fino ai dolci, ma è prelibato anche da solo. Un formaggio che proprio come i paesaggi trentini non smette mai di incantare.

Puzzone di Moena: il respiro dei prati del Trentino

Il Puzzone di Moena è un formaggio DOP tipico delle valli di Fiemme, Fassa e Primiero. Si caratterizza per la crosta umida, coperta da una patina untuosa, nonché per l’odore e il sapore facilmente riconoscibili al palato.

Questo prodotto è legato alla lavorazione del latte a crudo e a una stagionatura minima di 90 giorni, per un totale non superiore agli 8-10 mesi. Un formaggio il cui gusto deciso permette di sentire il respiro delle valli e dei pascoli del Trentino, dalla lavorazione di stampo artigianale.

Tosela di Primiero: tanto gusto fresco

Concludiamo questa breve carrellata alla scoperta dei formaggi trentini con un prodotto fresco meno conosciuto dei precedenti, ma altrettanto prelibato.

Stiamo parlando della Tosela di Primiero, il cui nome deriva dal luogo in cui viene realizzato tale alimento, ottenuto da latte vaccino munto in giornata.

Questo formaggio delicato, in cui è percepibile tutto l’aroma del latte locale, necessita di essere consumato entro un tempo non superiore ai 2-3 giorni una volta portato in tavola. Si presta a essere abbinato alla polenta: basta rosolarlo in un po’ di burro fresco.

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