L’alimentazione per la sindrome premestruale

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Con il termine sindrome premestruale (PMS) si indicano una serie di alterazioni biologiche e psicologiche che si registrano durante il periodo che precede il ciclo mestruale. Si può parlare di PMS solo quando tutti i …

Con il termine sindrome premestruale (PMS) si indicano una serie di alterazioni biologiche e psicologiche che si registrano durante il periodo che precede il ciclo mestruale. Si può parlare di PMS solo quando tutti i sintomi ricorrono per tre cicli consumare e si verifica la presenza degli stessi anche durante la prima metà del ciclo (fase follicolare) per un periodo non inferiore ai sette giorni. Tra le altre valutazioni da fare vi è anche la gravità dei sintomi perché con molta probabilità l’80% delle donne è certa di soffrire di sindrome premestruale però solo il 30% di loro avrà ripercussioni sulle attività quotidiane e il 5% ne sarà davvero affetta. Per stabilire la diagnosi si analizzano i sintomi nella fase premestruale e in quella al termine del flusso.

I sintomi della sindrome premestruale

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Tra i 7 e i 10 giorni prima dell’inizio del flusso vi sono sintomi di entità variabile con gonfiore localizzato nella parte addominale, ritenzione idrica, tensione mammaria, edemi agli arti inferiori e instabilità psichica. Molto spesso si verificano delle ripercussioni a livello sociale. Sicuramente avrete visto sui social newtork, una foto con la confezione di un assorbente e una frase divertente in cui si fa riferimento agli omicidi perpetrati dalle donne col ciclo, e vi sarà scappato un sorriso. Eccezionalmente si sono verificati comportamenti psicotici rischiosi, ecco perché in alcuni paese come Francia e Inghilterra è riconosciuta come condizione attenuante.

In questa sezione del nostro sito parliamo di alimentazione e salute e, anche se ci piacerebbe molto approfondire gli aspetti sociali, è arrivato il momento di introdurre il discorso alimentare anche perché, sempre sulle confezioni di assorbenti abbiamo letto che mangiare banane e alimenti ricchi di magnesio aiuta a superare le sindrome premestruale. Prima di tutto dobbiamo ricordare che il cambiamento si verifica a causa dei forti squilibri ormonali tra estrogeni e progesterone, questo influisce sulla produzione di serotonina (ormone dell’umore), sul bilancio idro-salino (che regola la diuresi), sulla prolattina (e quindi sulla tensione mammaria), ma anche sulla percezione del dolore. Molto spesso, d’accordo con il proprio ginecologo si inizia una terapia con la pillola anticoncezionale ma i suoi effetti collaterali sono numerosi, dunque meglio optare per una soluzione naturale.

Se salite sulla bilancia qualche giorno prima dell’arrivo del flusso mestruale, noterete un aumento di peso. Una delle prime cause è la ritenzione idrica ma spesso sono gli zuccheri extra di cui si avverte un leggero languorino a far salire l’ago della bilancia. I medici nutrizionisti consigliano di seguire una dieta iposodica (a basso contenuto di sale). Sono banditi salumi, formaggi, prodotti affumicati, prodotti lievitati (pane, pizza, biscotti). Anche i grassi saturi fanno parte della lista nera e sarebbe meglio preferire frutta e verdura (possibilmente fresche e di stagione) e tanti legumi.

Alcuni studi hanno dimostrato che aumentando l’apporto di calcio e magnesio si può placare la sindrome premestruale e, nonostante la tentazione di magiare una vaschetta di gelato sia davvero tanta, si devono preferire mele, noci, mandorle, soia, fichi, mais, pesche e albicocche. Una ricetta golosa e genuina è lo yogurt greco con un cucchiaino di miele di castagno e tre noci. Tuttavia, se la sindrome premestruale è aggravata da altre patologie, si possono abbinate elementi ricchi di selenio come la crusca di grano o bere tisane calmanti con betulla ed estratti di tè verde. Mangiando pesce azzurro ricco di omega 3 si possono tenere sotto controllo i crampi muscolari dovuti allo sfaldamento dell’endometrio. Ricordate inoltre di non sottovalutare il fatto che alle perdite ematiche si associa un abbassamento del livello di ferro e di assumere degli integratori d’accordo con il proprio medico perché in alcuni casi l’alimentazione non è sufficiente.

Sindrome premestruale: perché si ha sempre voglia di dolci?

sindrome-premestrualeA questo punto vi starete chiedendo: Perché ho sempre voglia di cioccolato? La spiegazione è scientifica, in pratica aumentano gli zuccheri semplici, aumenta il livello di insulina, aumenta anche il triptofano immagazzinato nelle cellule implicate nel processo di sintesi della serotonina. Per evitare di ritrovarsi con 10 chilogrammi in più alla fine del flusso mestruale, oltre al magnesio bisogna aumentare il consumo di cibi che contengono la vitamina B6 come cereali e patate. Per tenere sotto controllo la voglia di qualcosa di dolce il segreto è non privarsi di nulla ma scegliere i dolci giusti. E’ consentito il cioccolato fondente e, dovete sapere che anche le bacche di goji sono molto utili. Purtroppo non si può guarire dalla sindrome premestruale, pensate che anche Ippocrate parlava di “temperamento tempestoso” delle donne in alcuni giorni del mese.

Sindrome premestruale: come placare la fame

Quando non si riesce a placare il senso di fame si può fare ricorso alle erbe naturali, la valeriana in primis, che ha una forte azione calmante e funge da “semaforo rosso” per tutti gli scompensi che si verificano in pochissimi giorni. Fra gli altri vegetali ricordiamo le barbabietole rosse che si trovano già lessate e pronte da condire con un filo d’olio, aceto di mele, menta fresca e capperi. Modificando la vostra alimentazione seguendo i nostri consigli culinari, scoprirete in breve che “il buon ciclo vien mangiando”. E se volete mettervi ai fornelli, sfidando miti e leggende secondo cui le mani delle donne in quei giorni siano stregate e “rovinino” conserve e confetture, provate a realizzare i dolcetti con i semi di lino “amici” della sindrome premestruale.

Versate dell’acqua in una ciotola e mettete in ammollo circa 300 grammi di fiocchi d’avena per circa mezz’ora. Scolateli e aggiungete 3 cucchiai di sciroppo d’acero, 2 cucchiai di olio evo, 3 cucchiai di succo di mela, 200 grammi di farina integrale, un po’ di pinoli e noci tritate e infine 5 cucchiai di semi di lino. Impastate e disponete sulla placca del forno (coperta con carta forno) aiutandovi con la spatola. Cuocere a 180°C per 20 minuti, tagliare a quadretti e conservare in una scatola di latta. I semi di lino sono ricchi di fitoestrogeni e l’avena è un concentrato di fibre che regolano le funzioni intestinali e aiutano a ritrovare il benessere, anche perché “dulcis in fundo” la sindrome premestruale tra i suoi sintomi ha anche la stipsi.

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