Come conservare il caffè macinato e in grani

Pubblicato da: Myriam Amato - il: 27-11-2017 8:06 Aggiornato il: 22-11-2017 12:09

Il caffè è una bevanda molto amata dagli italiani che consente di iniziare bene la giornata, ottenere una sferzata di energia extra e dare vita a preparazioni culinarie davvero originali. Ma come conservare il caffè? Come evitare che le proprietà e l’aroma del giorno si disperda?

Come conservare il caffè- foto dersutmagazine.it

Fortunatamente esistono dei piccoli trucchi per preservare l’aroma del caffè appena macinato, una proprietà che tende a disperdersi molto rapidamente.

Come acquistare il caffè

Quando si apre una nuova confezione si avverte subito l’aroma forte e persistente di caffè, quell’aroma del giorno che ogni amante del caffè vorrebbe ritrovare in ogni tazzina che prepara a casa.

Il problema è che l’intenso profumo tende a disperdersi in breve tempo!

Per impedire la dispersione di questo aroma è necessario mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti che affondano le radici sin dal momento dell’acquisto:

  • Confezione – È preferibile scegliere confezioni più piccole da 250 grammi per consumarle il caffè macinato nell’arco di due o tre settimane ed evitare che il pacco rimanga aperto più a lungo.
  • Lavorazione – Macinato o in chicchi? Chiaramente il caffè macinato nasconde una probabilità maggiore di ossidarsi a contatto con l’aria e una minore concentrazione di aromi rispetto al caffè in grani.
  • Macinacaffè – L’acquisto di un caffè in grani da macinare però deve lasciare spazio a una manutenzione del macinino in ogni sua parte per evitare che l’aroma originario possa risultare compromesso.
  • Confezionamento – Il caffè deve essere acquistato in confezioni sottovuoto o barattoli perché permette di inserire gas inerti utili ad assicurare una buona conservazione.
  • Scadenza – La scadenza riportata sulle confezioni si riferiscono alla perdita di aroma, generalmente fissata per comodità a un anno (anche se non si può parlare di caffè scaduto).

Come conservare il caffè

Fondamentalmente il caffè è soggetto a un processo di degradazione che prende vita in un lasso di vita abbastanza limitato.

Aria, calore, umidità e luce attaccano il caffè e disperdono le sue proprietà organolettiche e il suo inconfondibile aroma, un processo che agisce sui chicchi interi per fargli metà dell’intensità aromatica nell’arco di due giorni e sul disperde caffè macinato in sole due ore.

È per questo che su tutte le confezioni di caffè viene specificato di conservare il prodotto in un luogo fresco e asciutto e il packaging commerciale non è mai trasparente.

La lista degli agenti che alterano le proprietà del caffè si arricchisce delle contaminazione con altri odori, specialmente se si tratta di caffè macinato.

Non resta che scoprire come conservare il caffè senza disperdere il suo aroma tipico:

  • Contenitore ermetico non trasparente – Il caffè in grani e il caffè macinato vanno conservati in un recipiente ermetico e scuro per non far penetrare aria e luce, meglio ancora se il recipiente non è troppo grande rispetto alla quantità contenuta per evitare che si riempia di un volume d’aria eccessivo.
  • Luogo fresco e asciutto – Il barattolo ermetico deve essere riposto in un luogo chiuso e lontano da fonti di calore e dai raggi solari. La temperatura ideale per conservare bene il caffè va dai 15° ai 25° C con un’umidità dell’aria vicina al 50%.

Falsi miti da sfatare

I consigli su come conservare il caffè non fanno che altro che sfatare due falsi miti che si sono tramandati negli anni per mantenere gli aromi della bevanda.

  • Frigorifero – Conservare il caffè in frigoè un’abitudine piuttosto diffusa ma assolutamente da evitare giacché il caffè soffre il caldo tanto quanto il freddo e gli sbalzi termici: la permanenza nel frigo deprime gli aromi e danneggia i grassi naturali e l’uscita dal frigorifero causa una condensa all’interno del recipiente.
  • Elementi estranei – Troppo a lungo si è creduto che per mantenere l’umidità naturale del caffè fosse utile inserire particolari oggetti (tappo di sughero o buccia di mela). Questa pratica in realtà rischia solo un irrancidimento e una contaminazione dell’aroma
Myriam Amato

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, lettrice ostinata e appassionata di ricette tradizionali e nuovi orizzonti culinari.

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