Aceto di vino: a cosa fa bene, controindicazioni e quale scegliere

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L’aceto di vino è un condimento antichissimo, che si ottiene dalla fermentazione del vino, capace di rendere gustosi numerosi piatti. Qualcuno usa l’aceto di vino bianco per pulire, ma la verità è che questo condimento …

L’aceto di vino è un condimento antichissimo, che si ottiene dalla fermentazione del vino, capace di rendere gustosi numerosi piatti.

Qualcuno usa l’aceto di vino bianco per pulire, ma la verità è che questo condimento condimento acido è molto più di un semplice “amico” della pulizia o di un accompagnamento per insalate; è un tesoro gastronomico che aggiunge profondità e complessità a ogni piatto.

Tipi di aceto di vino

L’aceto di vino è disponibile in diverse varianti, ognuna caratterizzata da diverse sfumature di sapore e aroma a seconda del tipo di vino utilizzato nella sua produzione. Ecco alcuni dei tipi più comuni di aceto di vino:

  1. Aceto di vino rosso: Ottenuto dalla fermentazione di vino rosso, questo aceto ha un colore robusto e un sapore ricco e complesso. Cosa si può fare con l’aceto di vino rosso? Si presta bene per insaporire salse, marinare carne rossa e creare condimenti intensi.
  2. Aceto di vino bianco: Proveniente dalla fermentazione di vino bianco, questo aceto è più delicato e leggero rispetto al suo omologo rosso. Come usare l’aceto di vino bianco dipende dai gusti personali, anche se spesso viene utilizzato in salse leggere, insalate e preparazioni a base di pesce.

A cosa fa bene l’aceto di vino?

a cosa fa bene l aceto di vino

Già in passato le nostre nonne utilizzavano l’aceto come un vero e proprio medicinale sfruttando le tantissime proprietà di questo alimento che era in grado di distruggere tutti i germi e disinfettare. Di fronte al mal di stomaco o fastidi all’intestino le antiche usanze prevedevano infatti di consumare un cucchiaio di aceto sciolto nell’acqua per combattere la diarrea e rimanere in perfetta salute.

L’aceto possiede tantissime proprietà terapeutiche, alcune delle quali davvero inaspettate, ad esempio, secondo alcune ricerche, sarebbe utile per chi soffre di diabete, poichè ne basterebbe qualche goccia per poter abbassare la glicemia.

Più precisamente questi diversi studi scientifici hanno evidenziato che l’aceto (di mele, di vino rosso, di vino bianco e balsamico) consumato insieme ad alimenti ad alto indice glicemico, come ad esempio le patate bollite, sembra essere in grado di contrastare l’aumento della glicemia (cioè la concentrazione dello zucchero nel sangue) un fenomeno cioè che si verifica dopo il loro consumo.

Ma l’aceto possiede anche tantissime altre proprietà e capacità uniche. Altri studi hanno dimostrato che aumenta il senso di sazietà e per questo può essere molto utile per chi segue delle diete dimagranti.

Un’équipe dell’Università di Atene in Grecia è infatti riuscita a misurare in modo molto preciso l’effetto dell’aceto su un gruppo di pazienti affetti da diabete di tipo 2, e ha constatato che la capacità di abbattere i livelli di zucchero si verifica soprattutto per quanto riguarda i cibi con un più alto indice glicemico, come le patate, la zucca o il pane bianco. I risultati dello studio, davvero interessanti e importanti,  sono stati pubblicati sull’European journal of clinical nutrition.

Un’altra ricerca fondamentale che ha come protagonista l’aceto è quella realizzata dall’Università di Lund, in Svezia, dove si è scoperto che , oltre alla capacità di abbassare i livelli di zucchero nel sangue, riesce anche ad aumentare il senso di sazietà e per questo può aiutare a dimagrire.

Ovviamente, come hanno sottolineato gli studiosi, non possiamo dire che l’aceto sia in grado di far perdere peso. Infatti per dimagrire nel modo giusto bisogna per prima cosa bruciare energia con l’attività fisica, poi consumare pasti equilibrati prendendo proteine, carboidrati e grassi, nelle dosi giuste. Nonostante ciò è importante sapere che uno studio giapponese ha recentemento mostrato come una piccola quantità del condimento a base di aceto sia in grado di prevenire l’accumulo di grassi nel sangue, eliminando così pressione alta e obesità.

In cucina l’aceto può essere usato come condimento alternativo perciò può servire per ridurre burro, olio e sale, con d’altra parte un contenuto pari a pochissime calorie (19 per 100 millilitri di aceto di vino bianco). Dunque provate a condire l’insalata senza sale, ma con un cucchiaino di olio e un po’ più di aceto, la verdura sarà lo stesso buona, ma molto più light.

Si può usare l’aceto di vino sui capelli per i suoi benefici, tra cui maggiore lucentezza, riduzione del prurito del cuoio capelluto, bilanciamento del pH e controllo del sebo. Può essere utilizzato diluendolo con acqua come risciacquo dopo lo shampoo.

Aceto di vino: quale scegliere?

aceto di vino quale scegliere

La scelta dell’aceto di vino dipende principalmente dal tipo di piatto che si sta preparando e dal gusto personale. Tuttavia la parola d’ordine di questo acquisto deve essere qualità. Si distinguono:

  • aceti a fermentazione rapida: è l’aceto comune, chiarificato e filtrato, ottenuto da vini di bassa qualità, quello decolorato usato per la conservazione dei sottaceti e quello a lunga fermentazione ottenuto da vini di buona qualità e invecchiati in botti di legno.
  • aceti a fermentazione lenta: rientrano quelli aromatizzati con erbe (rosmarino, timo, aglio…), ai frutti (lamponi, pesce…) e gli aceti balsamici.

Tra gli aceti di vino, consigliamo di scegliere solo quelli di alta qualità, che oltre a rendere i tuoi piatti più saporiti, apportano numerosi benefici all’organismo. Purtroppo, spesso, sul mercato si trovano solo aceti scadenti ottenuti industrialmente: non sono altro che acido acetico sintetico puro con aggiunta di coloranti.

Tra gli aceti balsamici, invece, i migliori sono quelli della zona di Modena, ottenuti da mosto cotto e fatti invecchiare anche fino a 12 anni in botti di legno pregiato (ragion per cui hanno un costo elevato).

Evita di acquistare quelli colorati con caramello o con coloranti di sintesi e quelli addizionati con conservanti; l’aceto balsamico di qualità può sostituire l’olio nelle tue ricette: ha un sapore inconfondibile e ha un apporto calorico decisamente inferiore.

Infine, ti consigliamo di non acquistare gli aceti troppo chiari e trasparenti: è segno che sono stati eccessivamente purificati e chiarificati e non contengono più i principi attivi.

Aceto di vino, le controindicazioni

Ovviamente, nonostante l’aceto di vino abbia tantissime proprietà uniche e positive per l’organismo non bisogna esagerare con le dosi. Solitamente la dose consigliata è quella di non più di due cucchiai grandi al giorno.

L’aceto, però, è sconsigliato per alcune persone. In particolare devono limitare il consumo di aceto le persone che soffrono di bruciori di stomaco, poichè questo condimento è in grado di stimolare la secrezione gastrica e per questo motivo può accentuare dolori e problemi legati allo stomaco e al suo malfunzionamento.

Attenzione anche se avete l’osteoporosi. E’ stato dimostrato che quantità elevate di aceto possono ostacolare l’assimilazione di alcuni minerali come ad esempio il calcio. Ciò è dovuto al fatto che l’organismo deve comunque sempre mantenere il sangue ad un livello di acidità ben precisa, ossia dal punto di vista medico il sangue deve avere un pH pari a 7,4, rimanendo leggermente alcalino. Se introduciamo nella nostra alimentazione degli specifici alimenti con una forte acidità, come per esempio l’aceto si scatenano una serie di reazioni biochimiche che hanno lo scopo di evitare che quel valore di 7,4 venga modificato. Una di queste misure è legata alla cosiddetta mobilizzazione del calcio presente nelle ossa, un fattore ovviamente molto negativo per chi soffre di osteoporosi.

Aceto di vino in gravidanza: l‘uso moderato è generalmente considerato sicuro quando utilizzato come ingrediente in cucina. Ovviamente è bene scegliere aceti di alta qualità in modo da ridurre i rischi associati a batteri indesiderati o effetti indesiderati.

In ultimo, attenzione ai luoghi comuni. L’aceto di vino non fa male ai reni, anzi è un ottimo aiuto per supportare la funzionalità renale.

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