Junk food: da dove deriva l’attrazione dei cibi grassi?

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Patatine fritte, hamburger e cioccolato: il richiamo dei cibi grassi è una caratteristica comune, nonostante le raccomandazioni nutrizionali degli esperti. Ma da dove deriva l’attrazione dei cibi grassi? Gli esperti raccomandano una dieta equilibrata, insieme …

Patatine fritte, hamburger e cioccolato: il richiamo dei cibi grassi è una caratteristica comune, nonostante le raccomandazioni nutrizionali degli esperti. Ma da dove deriva l’attrazione dei cibi grassi?

Gli esperti raccomandano una dieta equilibrata, insieme a esercizio fisico regolare e stile di vita sano, per mantenersi in forma e in salute. Tuttavia spesso ci troviamo a desiderare cibi grassi.

Che siano junk food o comfort food, la verità è esistono radici biologiche e psicologiche che ci spingono a voler mangiare questi cibi poco salutari.

I cibi grassi: una necessità evolutiva

Perche i cibi grassi sono piu buoni
Patatine fritte

I cibi grassi rappresentano una fonte concentrata di energia, essenziale per la sopravvivenza umana e animale.

Nei tempi antichi, quando la disponibilità di cibo non era garantita come oggi, la capacità di accumulare energia attraverso il consumo di cibi grassi era fondamentale per la sopravvivenza nei periodi di carestia.

Pertanto, nonostante l’evoluzione, il nostro cervello resta cablato per apprezzare e ricercare queste risorse energetiche ad alta densità.

Perché i cibi grassi sono più buoni?  

È innegabile: i cibi grassi sono associati a un gusto ricco e soddisfacente che attiva le papille gustative in modo particolare. A percepire questo gusto sono i recettori del sapore presenti sulla lingua. Gli acidi grassi, presenti nei cibi grassi, sono in grado di stimolare queste papille gustative in modo molto intenso, fornendo un’esperienza sensoriale piacevole.

Inoltre, il consumo di cibi grassi ha dimostrato di attivare il sistema di ricompensa del cervello, coinvolgendo neurotrasmettitori come la dopamina che sono associati al piacere e al benessere. Questo meccanismo di ricompensa è profondamente radicato nell’evoluzione umana e rinforza il consumo di cibi grassi.

Segnali di fame e sazietà: il ruolo dei cibi grassi

Il consumo di cibi grassi ha anche un impatto notevole sui segnali di fame e sazietà del nostro corpo. Gli acidi grassi sono in grado di influenzare la produzione di ormoni coinvolti nel controllo dell’appetito, come la leptina e la grelina. Questi ormoni agiscono sul nostro cervello, comunicando se abbiamo mangiato a sufficienza o se abbiamo ancora bisogno di energia.

Perché non si sente il senso di sazietà? Essendo particolarmente impegnativi da digerire, i cibi grassi vengono digeriti più lentamente rispetto ad altri alimenti, rallentando il senso di sazietà e portando a sentire ancora fame.

Attrazione dei cibi grassi: lo studio

fascino dei cibi grassi
Frappè

Una recente indagine condotta dai ricercatori dell’Università di Oxford ha gettato nuova luce sul complesso rapporto tra il nostro cervello e i cibi ricchi di grassi e zuccheri e sulle ragioni dell’attrazione dei cibi grassi.

Lo studio ha evidenziato l’esistenza di una specifica area del cervello che sembra reagire con maggiore piacere quando consumiamo alimenti ricchi di grassi e zuccheri. Questo può spiegare il motivo per cui, nonostante le informazioni sul contenuto calorico e sulla qualità nutrizionale di un cibo, spesso finiamo per optare per opzioni non propriamente salutari.

Ai partecipanti sono stati somministrati alimenti liquidi con un alto contenuto di grassi e zuccheri, come i frappè. La risposta del cervello è stata sorprendente: la corteccia orbitofrontale, quella deputata a tradurre le sensazioni orali in valutazioni che guidano il comportamento alimentare, si è dimostrata più sensibile alla “scia dolce e ricca” prodotta dai liquidi grassi sulle superfici orali e spingeva a consumare quantità maggiori di tali cibi.

Se è la percezione orale dei cibi grassi e zuccherini a rendere piacevole un alimento al cervello allora si potrebbero sviluppare alimenti in grado di offrire lo stesso piacere senza i potenziali effetti negativi per la salute.

Praticamente la comprensione dell’attrazione dei cibi grassi avrebbe aperto la strada a una strategia volta a soddisfare il desiderio di cibi gustosi, ma con un contenuto calorico ridotto.

Come gestire l’attrazione dei cibi grassi

L’attrazione dei cibi grassi è profondamente radicata nella biologia, nonostante l’evoluzione umana, ma è importante bilanciare il consumo di cibi grassi con una dieta equilibrata e varia nell’attuale contesto alimentare.

Riconoscere e comprendere questa inclinazione può aiutarci a fare scelte alimentari più consapevoli e a mantenere uno stile di vita sano. La chiave è trovare un equilibrio che soddisfi sia i desideri del nostro palato che le esigenze del nostro corpo. Almeno fino alla prossima evoluzione alimentare.

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