Frutta disidratata o essiccata: fa bene? Con o senza zucchero? Calorie, benefici e controindicazioni

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Gli esperti in Nutrizione consigliano di mangiare almeno 3 porzioni di frutta al giorno per restare in salute e in forma. Ma cosa c’è da sapere sulla frutta disidratata? Fa bene? Ecco cosa sapere. CONSIGLIO …

Gli esperti in Nutrizione consigliano di mangiare almeno 3 porzioni di frutta al giorno per restare in salute e in forma. Ma cosa c’è da sapere sulla frutta disidratata? Fa bene? Ecco cosa sapere.

La frutta è uno dei protagonisti assoluti di qualsiasi dieta equilibrata perché offre un boost di vitamine, minerali e sostanze benefiche. Tuttavia occorre distinguere la frutta fresca dalla frutta disidratata.

In origine la frutta disidratata o essiccata è frutta fresca, ma il processo di essiccazione le regala un tempo di conservazione più lungo a fronte di un cambiamento delle caratteristiche nutrizionali.

Cos’è la frutta disidratata?

Prima di tutto è bene capire la differenza tra frutta secca e frutta disidrata in quanto si tratta di prodotti diversi.

La frutta disidratata viene definita spesso “frutta secca” per via dell’aspetto  essiccato, ma questo può generare confusione con la vera frutta secca a guscio come le nocciole, le noci e la mandorle.

Al contrario la frutta essiccata non è altro che frutta fresca sottoposta a essicazione, vale a dire un processo in grado di eliminare la percentuale di acqua della frutta.

Dobbiamo pensare all’essiccazione industriale effettuata con gli essiccatori come l’evoluzione della tecnica della frutta disidratata fatta in casa. Come disidratare la frutta in versione home made? Basta mettere la frutta (ma anche verdure e ortaggi) al sole.

In ogni caso l’eliminazione dell’acqua, pur garantendo una conservazione più lunga, apporta delle variazioni al profilo nutrizionale.

Quale frutta disidratata?

I metodi di essiccazione tipici della “frutta secca” vengono effettuati su tanti tipi di frutta, anche se riguarda prevalentemente alcuni frutti.

Tra la frutta secca essiccata più apprezzata ci sono l’uva, le prugne, i datteri, i fichi, le banane, le albicocche, le mele, i kiwi e l’ananas. Si trovano anche i frutti rossi disidratati e i frutti di bosco disidratati.

A questi tipi di frutta disidratata senza zucchero si aggiunge la frutta essiccata e candita, come per esempio le arance candite, le mele candite, l’ananas candita, le ciliegie candite, il mango candito e così via.

La frutta disidratata fa bene?

Disidratare la frutta cambia il suo profilo nutrizionale, ma questo non comporta una perdita di vantaggi. A cosa fa bene la frutta disidratata?

  • Energia – La perdita dell’acqua rende la frutta essiccata una fonte di energia assimilabile facilmente.
  • Conservazione – L’eliminazione dell’acqua consente di conservare la frutta più a lungo e assaporarla anche fuori stagione.
  • Profilo nutrizionale – La frutta disidratata non vanta lo stesso profilo nutrizionale della frutta fresca, ma arriva a contenere addirittura 3 volte più di vitamine, minerali e fibre. Tuttavia perde delle sostanze, come per esempio la vitamina C.
  • Antiossidanti – Il processo di essicazione non influenza negativamente la percentuale di sostanze antiossidanti. Pertanto la frutta essiccata risulta un’arma potente contro i radicali liberi.
  • Fibre – La presenza di fibre assicura l’attività intestinale e allo stesso tempo riduce l’assorbimento di colesterolo e la quantità di glucosio nel sangue.
  • Calcio – La percentuale di calcio (ma anche di boro, magnesio e vitamina K) rafforza e protegge le strutture ossee.
  • Malattie cardiovascolari – Da un lato il potassio aiuta a tenere sotto controllo la pressione sanguigna mentre dall’altro lato gli antiossidanti proteggono il sistema cardiovascolare.

Frutta disidratata, le controindicazioni

Purtroppo la frutta disidratata non possiede soltanto benefici in quanto l’eliminazione dell’acqua aumenta la concentrazione di zuccheri e la quota calorica.

La frutta essiccata, pur essendo nutriente e squisita, contiene una grande quantità di zuccheri: quasi il 60% nell’uvetta, oltre il 50% nelle albicocche, quasi il 50 % dei fichi e quasi il 70% nei datteri.

Il fruttosio responsabile di questo aumento di zuccheri potrebbe impattare negativamente sulla salute, aumentano il rischio di insorgenza di sovrappeso, obesità e diabete.

Per questo motivo è essenziale consumare con moderazione la frutta disidratata e sapere quale scegliere, evitando la frutta essiccata candita. Perché? Al fruttosio si aggiungono gli zuccheri della canditura.

Per quanto riguarda la frutta disidratata e le sue calorie, invece, occorre tenere presente la tipologia di frutta sottoposta a essiccazione. In linea di massima però si parla di circa 350 calorie ogni 100 grammi di prodotto.

Quanta frutta disidratata al giorno? Stando a quando detto finora, quindi, sarebbe meglio usarla in piccole porzioni (meglio come spuntino). Diciamo non più di 20-30 grammi a porzione.

Inoltre sarebbe meglio evitare la frutta essiccata con solfiti aggiunti in quanto queste sostanze usate per mantenere il colore originale del frutto potrebbero provocare reazioni allergiche.

Come si mangia la frutta disidratata?

La frutta essiccata può essere consumata come spuntino oppure piò accompagnarsi ad altri ingredienti. per esempio si può preparare una colazione a base di yogurt o latte, noci, miele e mix di frutta disidratata.

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