Si può mangiare la mozzarella scaduta? Ecco che succede se mangi mozzarella scaduta e cosa sapere

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Sapore strano e retrogusto acido: la mozzarella è scaduta e non ce ne siamo accorti. Cosa fare allora? Si può mangiare la mozzarella scaduta? La mozzarella è un latticino buonissimo e versatile, ma anche estremamente …

Sapore strano e retrogusto acido: la mozzarella è scaduta e non ce ne siamo accorti. Cosa fare allora? Si può mangiare la mozzarella scaduta?

La mozzarella è un latticino buonissimo e versatile, ma anche estremamente delicato; d’altro canto si parla di un formaggio fresco a pasta filata e molle non stagionato che deve essere consumato entro pochi giorni.

Dal punto di vista nutrizionale rappresenta un’ottima fonte di proteine, grassi saturi e minerali come il calcio e il fosforo. Fornisce anche un ottimo apporto di vitamina B7 e vitamina B12.

Purtroppo è facile ritrovarsi con una mozzarella scaduta a causa dei tempi di consumo ristretti e non sapere cosa fare: si può mangiare la mozzarella scaduta?

Cos’è la scadenza della mozzarella?

Prima di tutto quando si parla di data di scadenza della mozzarella occorre fare un distinguo tra mozzarella fresca e mozzarella confezionata.

Da un lato la mozzarella fresca andrebbe consumata entro qualche giorno mentre dall’altro lato la mozzarella confezionata può resistere anche un mese se conservata ad una temperatura di 4 gradi (difficili da raggiungere nel frigo domestico).

Tuttavia è necessario essere flessibili tenendo presente le indicazioni, il rispetto del principio della catena del freddo, la materia prima e la tecnica di produzione e confezionamento.

Questo vuol dire che la data di scadenza non sempre corrisponde alla data di scadenza effettiva.  È buona regola, soprattutto durante la stagione estiva, non aspettare 30 giorni e consumare la mozzarella prima.

Tipi di scadenza

Quanto tempo si può conservare la mozzarella? È bene tenere a mente la differenza tra “da consumarsi preferibilmente entro il” e “da consumarsi entro il”: il primo suggerisce una data di scadenza mentre il secondo obbliga alla scadenza entro un certo periodo.

Se si va oltre le indicazioni del “da consumarsi preferibilmente entro il” non succede niente al corpo e non ci saranno conseguenze. La mozzarella cambierà solo a livello nutrizionale.

Se si supera le indicazioni del “da consumarsi entro il” allora il consumo di mozzarella scaduta potrebbe essere pericoloso.

Cosa succede se mangi la mozzarella scaduta?

È possibile dimenticare la mozzarella e superare la data di scadenza senza accorgersene: la mozzarella scaduta si può mangiare? Quando la mozzarella non è più buona?

La prima cosa da sapere è che la mozzarella scaduta da 2 giorni o 3 giorni al massimo si può mangiare senza problemi, purché non appaia gialla o alterata.

Solitamente si tratta di mozzarella confezionata contenente acido citrico che, saltando il processo di fermentazione, costa in termini di sapore ma permette di usarla anche dopo qualche giorno dalla scadenza.

La mozzarella scaduta da un giorno (fino a 3 giorni) può essere consumata in moltissimi modi diversi: mozzarella scaduta sulla pizza, primi piatti filanti, torte salate, mozzarella in carrozza e così via.

In questo caso mangiare mozzarella scaduta non è un problema perché cuocere la mozzarella scaduta in padella o in forno è sufficiente per eliminare microrganismi o batteri presenti.

Se si tratta di mozzarella scaduta da 5 giorni o peggio di mozzarella scaduta da 10 giorni allora il discorso cambia: la mozzarella scaduta potrebbe contenere il batterio Listeria monocytogenes.

Non importa se la mozzarella scaduta da una settimana sia stata conservata in frigo. La Listeria monocytogenes è un batterio che può proliferare anche a basse temperature e risultare pericoloso per l’uomo anche a concentrazioni basse.

Normalmente chi entra in contatto con questo batterio può subite gli effetti di un’intossicazione alimentare con nausea, vomito, dolori allo stomaco e diarrea. Nei casi più gravi può richiedere la corsa in ospedale.

A subire le conseguenze più gravi dell’infezione sono le persone con difese immunitarie compromesse, i bambini, le donne incinte e gli anziani.

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