Residuo fisso acqua: cos’è il residuo fisso a 180, a cosa fa male e qual è l’acqua migliore da bere

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L’acqua è fonte di vita, ma bere l’acqua sbagliata potrebbe non restituire gli effetti benefici desiderati sull’organismo. Scopriamo il residuo fisso acqua. Il residuo fisso dell’acqua deve essere un criterio di scelta dell’acqua e crea …

L’acqua è fonte di vita, ma bere l’acqua sbagliata potrebbe non restituire gli effetti benefici desiderati sull’organismo. Scopriamo il residuo fisso acqua.

Il residuo fisso dell’acqua deve essere un criterio di scelta dell’acqua e crea le condizioni per un effetto anti-gonfiore gambe (e non solo).

Sostanzialmente questo indice esprime la quantità di minerali presenti nell’acqua che si assume e si rivela prezioso in campo nutrizionale e dietetico.

Cos’è il residuo fisso a 180?

Il residuo fisso o “total dissolved solids” non è altro che l’insieme di minerali sciolti nell’acqua dolce che si beve giorno dopo giorno.

Le case produttrici indicano il peso in mg di quella parte solida e secca che resta facendo evaporare un litro di acqua filtrata a 180 gradi.

In linea di massima più alto è il valore TDS e maggiore è la quantità di minerali contenuta in un litro di acqua dolce (le acque salate vantano quantità superiori a 30.000 mg/l).

Acque con residuo fisso basso e altro

Il valore del residuo fisso risulta importante per distinguere le acque potabili in commercio e genera un impatto diverso sull’organismo.

  • Acqua minimamente mineralizzata – Questo tipo di acqua ha un residuo fisso basso compreso tra 10 e 50 mg/l e quindi risulta povera di minerali. È perfetta per le persone sensibili e chi ha problemi digestivi.
  • Acqua oligominerale – L’acqua oligominerale ha un residuo fisso che va da 50 a 500 mg/l e apporta una quantità notevole di sali minerali. Sì disseta, ma dovrebbe essere usata soltanto in case di deficit di minerali.
  • Acqua minerale – L’acqua minerale vanta un TDS tra 501 e 1500 mg/l e promette di integrare minerali nelle persone con un fabbisogno maggiore (es. anziani e sportivi).
  • Acqua ricca di minerali – Si tratta di un’acqua caratterizzata da un residuo fisso superiore a 1500 mg/l e quindi ricchissime di sali minerali. Vanno usate con attenzione perché potrebbero alterare l’equilibrio del corpo.

A cosa fa male il residuo fisso?

Il residuo fisso alto fa male? No, in linea di massima non fa male, ma potrebbe non soddisfare le esigenze personali e portare a un eccesso di minerali che rischia vari scompensi. Un esempio? I calcoli renali.

Per il resto, le acque ricche di minerali dovrebbero essere assunte soltanto se si pratica sport, se si suda tanto o se si soffre di condizioni particolari.

Un residuo fisso alto per ogni esigenza

In commercio esistono tantissimi tipi di acque con un TDS alto pronte ad aiutare a gestire alcune problematiche.

Per esempio, un’acqua ricca di ferro bivalente (superiore a 1 mg/l) è ideale per sostenere la lotta contro le forme lievi di anemia.

Un’acqua fluorata (fluoro in quantità superiore a 1 mg/l) è consigliata per le persone predisposte alla formazione di carie.

E ancora, un’acqua bicarbonato-calcica rappresenta un aiuto prezioso per chi deve combattere l’acidità gastrica.

Un’acqua povera di sodio (sodio inferiore a 20 mg/l) invece si dimostra un toccasana per le persone ipertese nell’ambito di una dieta iposodica.

Acque con residuo fisso basso

A cosa servono le acque con un residuo fisso basso? Anche un valore basso può aiutare a risolvere o a gestire alcune condizioni.

Un’acqua con basso residuo fisso e povera di sodio è perfetta per liberarsi dello iodio in eccesso e combattere la ritenzione idrica (e quindi la cellulite) dalla radice.

Questo tipo di acqua, meglio se povera di sali di calcio, si rivela particolarmente ideale per evitare la formazione di calcoli renali nelle persone predisposte.

E ancora, un’acqua povera di minerali e in particolare di sodio, risulta ideale per chi deve gestire l’ipertensione.

L’acqua con un residuo fisso basso tra 150 e 250 mg/l è un toccasana anche in gravidanza perché l’aumento del fabbisogno idrico potrebbe causare un accumulo di minerali. In questo modo i reni lavorano bene.

Qual è l’acqua migliore da bere?

Se l’acqua ricca di minerali dovrebbe essere assunta in particolari condizioni allora sembra chiaro che l’acqua migliore deve essere povera di minerali.

Il fatto che i sali minerali contenuti nell’acqua siano di natura inorganica segnala un’incapacità dell’organismo di beneficarne in qualità di nutrimento.

Privilegiando un’acqua con un residuo fisso basso si riesce a sfruttare l’acqua come strumento idratante e depurativo.

Quanto residuo fisso deve avere una buona acqua? Solitamente gli esperti fissano il residuo fisso migliore  al di sotto dei 30 mg/l.

Per questo occorre valutare il TDS nelle acque in commercio: residuo fisso acqua Sant’Anna (22 mg/l), acqua Panna residuo fisso (139 mg/l), residuo fisso acqua Levissima (80 mg/l), acqua Lauretana residuo fisso (14 mg/l), Uliveto residuo fisso (745 mg/l), acqua Fiuggi residuo fisso (142 mg/l) e così via.

In alternativa è possibile installare un depuratore o un filtro a osmosi inversa in modo da filtrare i minerali e ottenere un’acqua con un TDS basso.

In questo caso, invece, l’addolcitore di acqua riuscirebbe soltanto a sostituire gli ioni di magnesio e calcio, lasciando inalterato il valore del residuo fisso.

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