Teflon: il materiale è tossico? Caratteristiche, cosa fa e cosa succede se si mangia il teflon

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I materiali innovativi in cucina possono mantenere il sapore e la qualità degli ingredienti, ma occorre conoscerli a fondo. È il caso del teflon. Per cosa viene usato il teflon? Scopriamolo meglio! Dalle padelle in …

I materiali innovativi in cucina possono mantenere il sapore e la qualità degli ingredienti, ma occorre conoscerli a fondo. È il caso del teflon. Per cosa viene usato il teflon? Scopriamolo meglio!

Dalle padelle in teflon antiaderenti al wok padella fino alla piastra per waffle e alla crepiera: il teflon è un materiale onnipresente in cucina.

Questo materiale deve il suo successo alla sua qualità antiaderente che consente di cucinare gli alimenti senza bruciarli e senza perderne le qualità.

Tuttavia, come qualsiasi altra novità, anche questo materiale è stato accompagnato da una serie di dubbi e incertezze. È sicuro? Se no, allora perché il teflon è pericoloso?

Teflon: Cos’è, caratteristiche e utilizzo

Prima di tutto è bene fare un passo indietro e capire cosa è il teflon e perché c’è chi lo ritiene poco sicuro in cucina.

Teflon” è la denominazione commerciale di un polimero sintetico politetrafluoroetilene (PET) composto da carbonio e fluoro.

Mettendo da parte l’aspetto chimico, questo polimero si presenta come una materia plastica resistente alle temperature oltre i 200 gradi, idrofoba e caratterizzata da un coefficiente di attrito basso.

Cosa fa il teflon? Le caratteristiche permettono di usarlo in moltissimi campi di applicazioni, da rivestimento antiaderente per padelle, pentole e utensili a tubature e contenitori per sostanze chimiche.

Perché è pericoloso il teflon?

Da quando la DuPont ha prodotto il teflon questo materiale è stato tacciato di essere pericoloso per l’organismo. Ma il teflon è cancerogeno o pericoloso in qualche modo?

Correva l’anno 1938 quando il teflon, scoperto dalla DuPont, finì sotto la lente di ingrandimento: l’azienda aveva scaricato gli scarti chimici della produzione nei fiumi e l’acqua contaminata aveva fatto ammalare di tumore molte persone e aveva provocato malformazioni nei figli.

Se gli effetti tossici degli scarti di lavorazione è stato dimostrato in passato, non si può dire la stessa cosa dell’uso del materiale.

A far nascere tali dubbi è stato l’Environmental Working Group, secondo cui la degradazione del materiale causata dal calore già a 200 gradi porterebbe al rilascio di sostanze tossiche (es. gas corrosivi e agenti chimici).

Inoltre, almeno inizialmente, il teflon veniva prodotto usando l’acido perfluoroottanoico (PFOA), vale a dire un agente chimico dalle proprietà tensioattive tossico e cancerogeno.

Questo agente chimico, secondo l’Environmental Protection Agency (Epa) americana, resisterebbe nel sangue per ben 4 anni e sarebbe associabili a vari tipi di problemi di salute.

Stando a questo, usare il teflon implicherebbe l’ingestione di tali composti e la loro azione dannosa, presentandosi prima come una specie di influenza e dopo con danni a tiroide, fegato, apparato riproduttivo e altro ancora.

Tuttavia, guardando il risultato di uno studio condotto sugli animali nel 1955, sembra abbastanza difficile che tali sostanze tossiche possano essere prodotte in quantità significative sotto i 250 gradi.

Questo significa che il teflon viene danneggiato quando si raggiungono temperature superiore a 260 gradi e si decompone oltre i 350 gradi.

Utensili in teflon: sì o no?

Il rischio di ingerire teflon con il cibo è alto soltanto se le superfici in teflon delle padelle, delle pentole e degli altri utensili presentano graffi provocati da oggetti metallici.

Acquistando utensili, pentole e padelle in teflon privo di acido perfluoroottanoico e facendo attenzione alla pulizia, quindi non si dovrebbe avere problemi.

Tra l’altro la carne si cuoce tra i 204 e i 232 gradi e la maggior parte dei grassi usati per cuocere (es. burro e olio) bruciano molto prima di arrivare ai 260 gradi. Quindi sì, si può usare il teflon in cucina.

Cosa succede se mangio il teflon? Anche in caso contrario, però, la percentuale esigua di teflon assunta con il cibo non viene assorbita dal corpo, ma passa dal tubo digerente e viene espulsa attraverso le feci.

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