Cucina Flexitariana, quando la dieta vegetariana diventa flessibile

Pubblicato da: Myriam Amato - il: 03-07-2017 8:27 Aggiornato il: 27-11-2018 17:49

Hai mai sentito parlare di cucina Flexitariana? Il nome rievoca una combinazione di flessibilità e cucina vegetariana, un chiaro riferimento a un’alimentazione che trae ispirazione dallo stile vegetariano e vegano, ma senza estremismi.

Dieta Flexitariana- foto twitter.com

La dieta Flexitarian è stata creta dalla dietista americana Dawn Jackson Blatner e promette di essere una dieta dimagrante eco-sostenibile e verde, pur mantenendo nei pasti piccole quantità di pesce e di carne bianca.

Sostanzialmente si punta alla qualità dei prodotti e alle cotture leggere, senza per questo prendere le distanze da alimenti di origine animale come accade nella cucina vegetariana o la filosofia culinaria vegana. L’essenziale è rispettare l’ambiente e privilegiare tutte le proteine provenienti da allevamenti estensivi ed etici.

Si tratta quindi di una dieta flessibile che si costruisce con uno stile nutrizionale senza troppe regole rigide, purché insomma si preparino piatti sani e gustosi con tecniche di cottura estremamente leggere, abbondanza di vegetali e una buona quantità di proteine animali.

Tecniche di cottura

Si potrebbe quasi accostare la dieta Flexitariana alla dieta mediterranea per tecniche di cotture antiche, prodotti biologici e a chilometro zero e abbondanza di frutta e verdura.

Scopriamo quali sono i punti di forza di questo tipo di dieta:

  • La cucina crudista - Non sono permesse cotture, salvo essiccature non superiori ai 42 gradi, e i processi di preparazione sono lenti e lunghi.
  • La cottura a vapore – Questo tipo di cottura consente di mantenere separato il gusto di ogni singolo ingrediente. In generale il vapore esalta le verdure, le carni e i pesci nella loro composizione più naturale.
  • La cottura alla piastra di sale – Il calore della piastra scioglie delicatamente il sale che penetra negli alimenti, li insaporisce e li arricchisce di tutti i minerali e gli oligoelementi contenuti.
  • Il fritto a bassa temperatura – Il fritto è consentito ma solo se applicato a basse temperature, evitando così che i grassi si decompongano e possano sprigionare sostanze tossiche.
  • I dolci e la frutta – La cucina Flexitariana non esclude né dolci né frutta con dosi proporzionate e attenete tecniche di preparazione.

Struttura del menu dieta Flexitariana

Le regole base della dieta Flexitariana sono molto semplici da seguire:

  • Tutti i giorni non devono mancare cereali e la verdura
  • Conserva un ruolo importante sia la frutta fresca che la frutta secca in piccole quantità
  • Tre o quattro volte alla settimana bisogna inserire i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, soia e tofu)
  • Due o tre volte alla settimana alternare carni bianche, pesce, uova, formaggi
Myriam Amato

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, lettrice ostinata e appassionata di ricette tradizionali e nuovi orizzonti culinari.

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