Perché la carne di cavallo fa bene? Valori nutrizionali, calorie, ferro e controindicazioni

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Per qualcuno sembra ancora strano parlare di “carne di cavallo”, eppure la carne equina è buonissima, magra e digeribile. Scopriamo tutto quello che c’è sa sapere a riguardo! Probabilmente chi non è mai stato in …

Per qualcuno sembra ancora strano parlare di “carne di cavallo”, eppure la carne equina è buonissima, magra e digeribile. Scopriamo tutto quello che c’è sa sapere a riguardo!

Probabilmente chi non è mai stato in Puglia e in altre parti del Sud Italia fa fatica a pensare alla carne equina in qualità di alimento o a come cucinare la carne di cavallo.

Al contrario la carne di cavallo fa parte della tradizione culinaria italiana, tanto nelle regioni del Sud tanto nei territori del Nord (es. Veneto e Lombardia).

Questo tipo di carne è gustosa, tenerissima e piuttosto digeribile rispetto ad altri tipi di carne rossa e vanta un pool nutrizionale davvero eccezionale.

Cos’è la carne di cavallo?

La carne di cavallo è un tipo di carne ricca di ferro ed energetica ricavata da animali della famiglia degli Equidi (Equus cabalus) appositamente allevati.

A fare la differenza tra la carne di cavallo in commercio è la qualità del nutrimento degli animali che vengono macellati. Perché? Il loro meccanismo digestivo trasferisce le qualità del mangime alla carne.

Il consumo di carne equina ha trovato sempre spazio nell’alimentazione umana ma purtroppo, complici le motivazioni culturali, sociali e religiose, è diventato un tabù in molte parti del mondo.

Dove è vietato mangiare carne di cavallo? Se negli Stati Uniti è poco usata, la carne di cavallo è vietata in Grecia non solo per uso alimentare ma anche per il suo utilizzo in altri ambiti (medicinali o pellame).

Per quanto riguarda l’Italia, invece, questa carne è molto diffusa in Puglia, Sicilia, Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. La carne di cavallo compare in molte ricette.

Come va mangiata la carne di cavallo? È ideale cruda sotto forma di tartare, carpaccio o sashimi (chiamato basashi), ma può essere usata per stracotti, stufati e insaccati.

Carne di cavallo: Valori nutrizionali

È facile capire perché si mangia la carne di cavallo: i valori nutrizionali della carne di cavallo tracciano il profilo di un tipo di carne ipocalorica, digeribile e ricca di ferro.

Per quanto riguarda la carne di cavallo e le sue calorie si deve tenere presente che 100 g di carne equina equivalgono a circa 133 Kcal.

Per il resto, invece, contiene una grande quantità di ferro biodisponibile (4 mg ogni 100 g), decisamente superiore alla carne bovina e agli spinaci.

Le proprietà della carne di cavallo derivano anche dalla grande quantità di vitamine del gruppo B (vitamina B1, vitamina B2, vitamina B, vitamina B6 e vitamina B12) e sali minerali (sodio, potassio, fosforo, calcio, magnesio e zinco).

Inoltre la quantità ridotte di lipidi rende la carne equina particolarmente tenera e digeribile rispetto ad altri tipi di carni.

Non è certamente una carne priva di colesterolo, visto che si ricavano circa 60 mg ogni 100 g di carne equina.

Dal punto di vista del gusto, comunque, la carne di cavallo ha un sapore dolciastro determinato dalla percentuale ridotta di glicogeno.

Perché la carne di cavallo fa bene? Ecco i benefici

La carne di cavallo cruda e cotta è buonissima e si presta a moltissime preparazioni, ma deve parte del suo successo alle qualità caratteristiche. Ma a cosa fa bene la carne di cavallo?

Prima di tutto si tratta di una carne con un apporto proteico importante che non ha nulla da invidiare ad altri tipi di carni; il che la rende perfetta per sostenere la crescita e mantenere la massa muscolare.

La presenza di una discreta quantità di Omega 3 consente di beneficiare di tutti i benefici di questi acidi grassi: riduzione della quota di colesterolo e trigliceridi nel sangue e tutela del sistema cardiovascolare.

La carne di cavallo ha un contenuto di ferro biodisponibile davvero elevato che non solo evita la carenza di ferro e le forme di anemia lieve, ma migliora il trasporto di ossigeno nei tessuti.

Inoltre la ricchezza di minerali contribuisce al benessere generale: il magnesio collabora all’attività muscolare e nervosa; il rame mantiene il tessuto connettivo; il fosforo rinforza le ossa.

La carne di cavallo fa ingrassare? No, le calorie della carne di cavallo (133 Kcal ogni 100 g di carne equina) la rendono un valido alleato per chi è a dieta.

Carne di cavallo: Controindicazioni

La carne di cavallo è consigliata per le donne in gravidanza, i bambini in crescita, le persone convalescenti, chi soffre di anemia e gli sportivi.

Chi non può mangiare la carne di cavallo? Non ci sono particolari controindicazioni o avvertenze, ma potrebbe portare a qualche disturbo se viene assunta in eccesso o se viene consumata spesso in caso di uricemia e ipercolesterolemia.

Cosa succede se mangi troppa carne di cavallo? Potrebbe sovraccaricare il corpo di proteine e grassi, portando a rischi per gli organi di filtraggio (reni e fegato).

Ma allora la carne di cavallo quante volte a settimana va mangiata per ottenere il meglio? Pur essendo magra è sempre una carne rossa e per questo non bisognerebbe esagerare. Quante volte si può mangiare la carne di cavallo? Andrebbe mangiata una volta a settimana.

Come conservare la carne di cavallo

Le migliori carni di cavallo sono quelle di cavalli giovani o quelle di cavalli adulti allevati per scopi alimentari. Si possono trovare in qualsiasi macelleria di carne di cavallo o nei banchi della grande distribuzione.

In linea di massima è preferibile scegliere la carne allevata, macellata e prodotta a livello locale (meglio se biologica).

Per completezza diciamo che la carne di cavallo ha un prezzo varibiale, ma solitamente presenta con costo medio di 18 euro al Kg.

Per quanto riguarda la conservazione, invece, la carne di cavallo cotta o cruda deve essere conservata a una temperatura tra 0 e -1 gradi. Sarebbe meglio consumala entro qualche giorno.

È possibile congelare la carne di cavallo per usarla nella ricetta all’occorrenza, ma rigorosamente a una temperatura di almeno -20 gradi in modo da scongiurare la perdita delle sue caratteristiche. Va comunque consumata entro 6 mesi.

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