La dieta mediterranea, un’alleta contro il dolore cronico

Pubblicato da: Myriam Amato - il: 04-04-2017 9:39 Aggiornato il: 28-11-2018 11:21

Zenzero, curcuma, frutta e verdure diventano strumenti terapeutici che aiutano a star meglio, soprattutto quando si parla di terapia del dolore ovvero una condizione di sofferenza sinonimo di una patologia in corso. In realtà, il più delle volte il dolore non proviene da una causa scatenante e si trasforma in una condizione cronica.

Dieta mediterranea contro il dolore cronico- foto maurafranchi.it

L’alimentazione diventa un atto cognitivo-comportamentale che punta a ridurre il dolore e a trattarlo sia come sintomo che come malattia. E così l’unione della dieta di tipo mediterraneo e la nutraceutica contribuisce positivamente a combattere le principali patologie e a prevenirle.

A Firenze, durante il Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA, il Prof. Massimo Allegri, ricercatore presso l'Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore, ha presieduto un incontro tra medici e ricercatori italiani e stranieri per approfondire la possibilità di gestire il dolore cronico con una dieta mediterranea sana e bilanciata.

La malattia cronica più diffusa è l’osteoartrosi, la malattia degenerativa che interessa le articolazioni che si manifesta con sintomi quali dolore e rigidità. Si tratta di un problema legato alla lombalgia che coinvolge più di 4 milioni di italiani e si affianca ad altri disturbi come la cefalea e il diabete.

Come riesce la dieta mediterranea a lenire il dolore cronico? La dieta mediterranea offre un ottimo bilanciamento di proteine, lipidi e carboidrati, i macro elementi necessari per combattere l’infiammazione e il dolore.

Secondo il Dr Maurizio Marchesini, anestesista e terapista del dolore presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: “La dieta mediterranea ha le caratteristiche di escludere o di ridurre degli alimenti che hanno caratteristiche pro-infiammatorie. La tendenza attuale per chi non rispetta un piano nutrizionale programmato e attento è quello di incorrere in un accumulo di calorie e grassi. Questi hanno una correlazione con l'infiammazione e con lo sviluppo del dolore. Quindi il dolore nelle ginocchia non è causato solo dal sovrappeso, ma dalla quota di sostanze infiammatorie causata dalla cattiva alimentazione, che danneggia le articolazioni stesse".

Un regime alimentare scorretto insomma potrebbe peggiorare le patologie infiammatorie croniche (osteoarticolari, intestinali e ulcerose, problemi metabolici e respiratorie e così via) e compromettere la gestione della preparazione pre-operatoria e del dolore post-operatorio.

Gli specialisti consigliano quindi una dieta variegata fondata sul principio di non esclusione. Il regime alimentare deve riuscire ad abbinare correttamente tutti gli alimenti e spingere verso una corretta cottura. In merito, la Dr.ssa De Gregorio si è espressa così: “Una dieta ricca di frutta e di verdura è una dieta antinfiammatoria, ma questo non significa che bisogna escludere carne e pesce. Serve scegliere ponderatamente tutti gli alimenti presenti in natura. Una cosa fondamentale è bilanciarli ogni giorno con tutto quello che viene acquisito dal paziente. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità".

In questa direzione, la dieta mediterranea dovrebbe evitare gli alimenti pro-infiammatori come farine raffinate, salumi e insaccati di derivazione suina, zucchero raffinati e sale. Questo non significa rinunciare a gusto o sapore perché ogni pietanza può essere arricchita con spezie e aromi dalle proprietà antinfiammatorie come lo zenzero o la curcuma.

L’incontro ha sottolineato, tra l’altro, come esista una correlazione tra alimentazione e malattie psicologiche. Il Dr. Maurizio Marchesini ha spiegato come “Le componenti di patologia del sistema nervoso possono essere influenzate dal trattamento alimentare. Basti pensare che un paziente che ha un dolore è anche un paziente che è depresso. Anche in questo caso ridurre la quota di introito calorico, quella di zuccheri e di acidi grassi aiuta a limitare qualche degenerazione dell'età, sia in senso fisico che per lo sviluppo di malattie neuro-generative".

Bisogna stare attenti però a non cadere nella medicina non convenzionale o nella naturopatia. È vero che vi sono degli studi che dimostrano che l’assunzione di un derivato della curcuma in caso di osteoartrosi sviluppa un risultato simile al paracetamolo, ma non può essere l’unica strada per risolvere il problema. La terapia medica non può essere sostituita con l’integrazione di un alimento. Ginger, zenzero, frutta e verdure devono accompagnare le terapie di medicina convenzionale e non soppiantarle.

Myriam Amato

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, lettrice ostinata e appassionata di ricette tradizionali e nuovi orizzonti culinari.

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