Latte crudo: si può bere o fa male? Cosa si intende, cosa succede e quale latte si può bere crudo

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Il latte è un prodotto ricco e nutriente utilizzato sia come bevanda che come ingrediente per ricette dolci e salate. Ma cosa succede se bevi latte crudo? Conosciamo meglio il latte non pastorizzato! Dai bambini …

Il latte è un prodotto ricco e nutriente utilizzato sia come bevanda che come ingrediente per ricette dolci e salate. Ma cosa succede se bevi latte crudo? Conosciamo meglio il latte non pastorizzato!

Dai bambini agli adulti fino ad arrivare agli anziani: il latte è un toccasana perché contiene molte vitamine preziose per la salute.

È un alimento particolarmente ricco di vitamine, prime tra tutte la vitamina A e la vitamina B2 (funzionali al benessere di tessuti, pelle e capelli) e la vitamina D (fondamentale per la salute delle ossa).

Purtroppo si deve fare i conti con i diversi tipi di latte: qual è la differenza tra latte crudo e latte pastorizzato?

Latte crudo VS latte pastorizzato

Cosa si intende per latte crudo? Cos’è il latte pastorizzato? La differenza essenziale tra questi due tipi di latte è racchiusa nei trattamenti termici a cui si può o meno sottoporre il prodotto.

Da un lato il latte crudo non subisce alcun trattamento termico e mantiene le caratteristiche del latte appena munto con le sue proprietà e i suoi microrganismi.

Dall’altro lato il latte pastorizzato viene portato alla temperatura di 72,5 gradi per 15 secondi in modo da eliminare la maggior parte dei microrganismi presenti mantenendo le caratteristiche del prodotto.

Qual è la differenza tra latte crudo e latte fresco? Il primo non ha subito trattamenti termici e viene venduto attraverso distributori di latte crudo sfuso mentre il secondo è pastorizzato e viene confezionato e sigillato per essere venduto negli alimentari.

Latte crudo: si può bere o fa male?

Il latte crudo fa male? No, non fa male, ma si preferisce consumare latte pastorizzato perché il trattamento termico assicura un certo livello di sicurezza alimentare.

In principio questo latte contiene un pool di microrganismi  “buoni” (fermenti o batteri lattici), ma può contaminarsi con microrganismi patogeni quando entra in contatto con l’ambiente esterno.

Come avviene la contaminazione? Dal contesto o attrezzi di lavoro sporchi al contatto degli escrementi della mucca fino al contatto delle mucche con insetti, roditori o altri animali infettanti.

Se i batteri Salmonella, Listeria e Echerichia Coli e altri microrganismi trovano l’ambiente ideale per proliferare allora il latte potrebbe essere causare intossicazioni alimentari o gastroenteriti.

Il latte crudo pastorizzato diventa la soluzione per utilizzare il latte raccolto da più stalle e non controllato direttamente in sicurezza.

Volendo, però, quale latte si può bere crudo? Si può consumare il latte appena munto e quindi consumato “a chilometro zero”.

Quando non consumare latte crudo?

I caseifici con allevamenti di proprietà possono vendere o lavorare il latte non pastorizzato, forti delle condizioni e degli standard applicati. Purtroppo la gestione del processo di fermentazione non è facile.

Il latte crudo in vendita e i prodotti e i formaggi a base di latte crudo come per esempio panna, Brie, Camembert e yogurt non sono tutti uguali e potrebbero contenere varietà di microrganismi lattici differenti.

Il consumo di latte crudo e formaggi preparati con latte non pastorizzato potrebbe causare senso di vomito, diarrea, mal di testa e febbre, ma tali sintomi tendono a sparire spontaneamente nella maggior parte delle persone (anche se è meglio consultare il medico).

Purtroppo le conseguenze del consumo di latte contaminato da microrganismi patogeni è imprevedibile, causando sintomi più gravi o cronici oppure alla morte nei casi più gravi.

Quando non si dovrebbe consumare? È sempre meglio evitare il consumo di latte crudo in gravidanza per via del rischio elevato di listeriosi, salmonellosi, infezioni da stafilococco o streptococco e coliti entero-emorragiche. Il rischio è compromettere lo sviluppo del feto.

Potrebbe essere pericoloso per i bambini e tutti coloro che hanno difese immunitarie indebolite (es. anziani e immunodepressi).

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